sabato 14 febbraio 2026

[Recensione] "L'ultimo giro di giostra" di Roberto Tauro

 


"L’ULTIMO GIRO DI GIOSTRA" è il volume di chiusura, dopo “TESTIMONE MUTO” e KUTAFAKARI della trilogia di raccolte di sillogi poetiche del professor Roberto Tauro.

L’opera si apre con la citazione di Oscar Wilde, tratta dal “Ritratto di Dorian Gray” quantomai attuale: “Viviamo in un mondo dove le cose superflue sono le nostre uniche necessità”. La prima cosa che mi viene in mente dopo questa citazione è il telefono cellulare, del quale non riusciamo più a privarci nemmeno per pochi istanti.

La raccolta, come le precedenti, è divisa in sezioni (tre in questo caso) che inquadrano le composizioni secondo le loro caratteristiche; ORME, RIME e infine MAGISTERO.

Nella prima sezione troviamo molti ricordi legati alle stagioni della vita dell’autore: si comincia con la bellissima “La nevicata del ‘56” in cui con maestria vengono descritti i sentimenti dell’autore bambino che alterna la gioia per l’abbondante nevicata, all’apprensione per il perdurare della stessa, con le difficoltà pratiche che essa comportava negli spostamenti per reperire cibo o legna per il riscaldamento e alla fine con il sollievo per la fine della nevicata dopo tre settimane.

Molto bella “Leo” il ricordo del Bracco italiano di famiglia, utilizzato nella caccia a pernici e fagiani, che avanti negli anni accettava le coccole che nel pieno del vigore non gradiva eccessivamente. Lo sguardo triste del cane è lo stesso che conosciamo noi nei nostri amici quadrupedi.

Notevole “Immota Manet” dedicata all’Aquila città natale dell’autore, ferita dal terremoto.

I luoghi cari tornano in “Cavalcando in laguna”, omaggio alla laguna dello Stagnone di Marsala dai paesaggi ineguagliabili.

Nella sezione RIME emergono “Ipocrisia” e “Sensi unici” nella quale si riescono quasi a percepire gli odori delle tamerici e quello delicato della rosa e, i fichi e le susine appaiono così succulente da far venire la voglia di coglierli e assaporarli. Molto dolce l’immagine del bambino che si cinge al collo della mamma e di lei che se lo stringe al petto.

Ne “L’uovo e la gallina” l’autore riesce finalmente a chiarire il mistero, riuscendo dove ancora non era riuscito nessuno, come sempre alternando il suo spirito ironico ai componimenti più impegnati; al lettore non resta che acquistare l’opera e in questo modo, oltre a godere della bellezza dei componimenti vedrà risolvere anche questo arcano mistero.

Passando all’ultima sezione MAGISTERO troviamo la struggente silloge “In memoriam Annae” dedicata ad Anna Frank. La natura religiosa permea l’opera “Stabat Mater” che ritrae Maria sotto la Croce alcuni istanti dopo il dramma della crocifissione,

I miti Greci trovano il loro spazio in  “Un regalo malfido”  mentre la riflessiva  “Alexandros” è un omaggio al grande condottiero Alessandro Magno.

Come nelle precedenti raccolte, anche qui troviamo i temi cari all’autore: gli affetti, la nostalgia, i luoghi cari, le persone care, gli incontri fatti nell’arco di una vita, le molte esperienze vissute, le passioni, gli studi, i miti.

Ogni silloge è un viaggio che accompagna il lettore verso una meta diversa, scuotendo ora la coscienza, spingendo alla riflessione, o provocando delle sane risate, commuovendo, accompagnando talvolta il lettore nel passato o in luoghi meravigliosi. Non resta che sfogliare le pagine, senza soluzione di continuità ed affrontare questi molteplici e meravigliosi viaggi.

5 stelle meritatissime!



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