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mercoledì 4 gennaio 2023

John Ronald Reuel Tolkien: Benvenuti nel Regno del Fantasy



 “Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare col tempo che ci viene dato.”

131 anni fa nasceva J. R. R. Tolkien 

Vita

John Ronald Reuel Tolkien (conosciuto semplicemente come Tolkien) è stato uno scrittore britannico e insegnante di letteratura anglosassone alla Facoltà di Oxford. Nacque nel 1892 a Bloemfontein, figlio dei coloni inglesi Arthur Tolkien e Mabel Suffield in Sudafrica, ma solo dopo tre anni tornò in Inghilterra, precisamente a Birmingham, con la madre e il fratello (nato nel 1894). Nel frattempo Tolkien perse il padre solo nel 1896, il quale era rimasto in Africa. Tuttavia le campagne britanniche daranno a Tolkien l’ispirazione giusta per creare la Contea degli Hobbit.

Purtroppo nel 1904 Tolkien perse anche la madre e fu cresciuto da Padre Francis Morgan, sempre a Birmingham dove il giovane continuerà gli studi imparando a padroneggiare numerose lingue, che lo porteranno poi ad inventarne una nuova, che perfezionerà con la scrittura dei suoi romanzi. Nel 1908 si innamorò di Edith Bratt, alla quale poté scrivere solo dopo i vent’anni per l’opposizione di Padre Francis. Nel 1911 ottenne una borsa di studio a Oxford, dove si ritrovò ad insegnare successivamente Letteratura Anglosassone. Qui, con alcuni amici, fondò il TCBS (acronimo di Tea Club and Barrovian Society), dove compì i primi tentativi di scrittura.

Durante gli anni della Prima Guerra Mondiale si arruolò nel 1915 e solamente l’anno successivo riuscì a sposare Edith, dalla quale ebbe inizialmente due figli: John Francis Reuel e Michael.

Nel 1919 Tolkien ebbe il congedo dall’esercito, che gli consentì di completare gli studi all’università. Nel 1921 ottenne la cattedra di lettura a Leeds. Nel 1924 ebbe un altro figlio, Christopher, mentre l’anno dopo ottenne la cattedra come docente di Letteratura a Oxford. Durante questi anni Tolkien si dedicò intensamente alla produzione letteraria. Morì nel 1973.

Produzione Letteraria

Chi l’avrebbe mai detto che un professore così serio potesse diventare un autore di un genere così lontano alla realtà? Perché tutti conosciamo Tolkien come il Padre, il Re indiscusso del genere fantasy, colui che ha posto i pilastri per erigere un Regno che va al di là di del reale e che ha dato l’ispirazione giusta agli scrittori che lo hanno succeduto.

La produzione scritta di Tolkien comincia nel 1937, grazie a Lo Hobbit, che diede inizio alla celeberrima trilogia de Il Signore degli Anelli (1944-1955) della quale fanno parte La compagnia dell’anello, Le due torri e Il ritorno del re. Queste sono le opere di maggiore rilevanza. Durante gli ultimi anni della sua vita, Tolkien iniziò a scrive Il Silmarillion, che però non riuscì a terminare a causa della sua morte. Il Silmarillion fu pubblicato postumo dal figlio Cristopher.

Allora qual era la formula magica che consentì a Tolkien di ottenere così tanta fortuna con i suoi libri? Da professore precisino qual era, dopo aver trovato la giusta collocazione dei suoi racconti, ne curava ogni dettaglio, le distanza tra diversi regni e la durata di ogni viaggio, caratterizzava il più possibile ogni personaggio in modo da renderlo più affascinante possibile e infine caratterizzava ogni avvenimento, a tal punto che la magia potesse raggiungere il lettore.

mercoledì 19 ottobre 2022

[Recensione] "Dante", il nuovo film di Pupi Avati

 


Dante, il nostro Sommo Poeta, che tramite i versi della Divina Commedia ha reso la nostra letteratura celebre in tutto il mondo, è qui raccontato da Giovanni Boccaccio (Sergio Castellitto), esattamente colui che definì la sua Opera Divina.

In questo film, ambientato nell’anno 1350 e quindi dopo trent’anni dalla  morte di Dante, vedremo tra i protagonisti principali proprio Boccaccio che, per scontare la pena d’esilio subita da Dante durante la Guerra tra Guelfi Bianchi e Neri, dovrà portare una somma di dieci fiorini d’oro a Ravenna da Suor Beatrice, unica figlia di Dante rimasta in vita. Inizia così per Giovanni un viaggio di sei giorni e sette notti durante il quale, scortato da Donato degli Albanzani (Enrico Lo Verso), comincia a ricordare la vita di Dante (Alessandro Sperduti, durante la giovane età) sin dall’infanzia fino alla sua morte. Durante questo viaggio retrospettivo nella vita del poeta, viene data molta importanza all’incontro con la bellissima Beatrice (Carlotta Gamba) e al suo saluto, che rimarranno tra i ricordi più lieti e importanti della vita di Dante. Beatrice, infatti sarà fonte d’ispirazione per la maggior parte della sua carriera letteraria.

Dante, però, non viene presentato solo come poeta, ma anche come un uomo dotato di sentimenti, carattere e strategia politica. Vengono raccontate le sue emozioni verso Beatrice, il suo dolore per la morte dell’amata e il matrimonio forzato con Gemma Donati, dalla quale riuscirà ad avere dei figli. Si parla anche delle sue posizioni contro i Guelfi Neri, dell’elezione alla carica di Priore e dell’incontro con il Papa Bonifacio VIII, che gli costerà l’esilio a vita.

Ho sentito dire che in molti hanno creduto questo film un po’ romanzato ma, al contrario, io l’ho trovato molto realistico soprattutto durante la guerra tra Guelfi Bianchi e Guelfi Neri; a me, personalmente, è piaciuto davvero molto. Essendo un’appassionata di Dante e della sua produzione letteraria, ho apprezzato questa sua visione non solo come poeta ma anche come uomo, perché ho avuto una conoscenza più completa della sua persona che avrei voluto avere già da più tempo.

Gli attori del cast e la regia sono una garanzia; già appena ho visto i loro nomi proiettati sul grande schermo ho capito che avrei visto un film memorabile. Gli attori, infatti, hanno fatto sì che potessi vivere appieno alcune scene e che potessi immedesimarmi nelle loro azioni. Ho conosciuto un lato inedito di Dante, interpretato da Alessandro Sperduti con una delicatezza unica e sola, e ho visto anche un Giovanni Boccaccio differente: Sergio Castellitto è riuscito a dargli una figura da amante dei versi di Dante, con la sua incredibile capacità di immedesimarsi nei personaggi rappresentati.

Ci sono state solo poche scene che avrei omesso, perché un po’ confuse o dal contenuto troppo forte per soggetti sensibili, ma a compensare il tutto c’è un finale molto commovente, che scoprirà una pagina inedita del Sommo Poeta.

⭐⭐⭐⭐.5

 

domenica 12 giugno 2022

Margherita Hack: La Signora delle stelle

 


“Ho avuto la fortuna di avere una famiglia molto liberale, mi lasciavano molto libera e mi dispiaceva quasi di non dover lottare per diventarlo”

Margherita Hack

100 anni fa nasceva la grande scienziata, Margherita Hack

Vita

Margherita Hack è stata una scienziata ed astronoma italiana, tra le più importanti e brillanti a livello mondiale. Nata a Firenze il 12 giugno 1922, nel capoluogo toscano frequentò gli anni del liceo, dove purtroppo non riuscì a sostenere l’esame di maturità a causa dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, e frequentò anche l’università.

Tutti noi abbiamo conosciuto Margherita Hack come una grande Astrofisica (con la A maiuscola), ma dobbiamo sapere anche che negli anni della sua giovinezza fu particolarmente appassionata a diversi sport, come il salto in lungo ed il salto in alto, che praticò anche a livello agonistico.

Riguardo l’università, intraprese inizialmente la facoltà di Lettere. Avendo capito di aver preso una strada non consona ai suoi studi, cambiò con fisica. Si cimentò successivamente sullo studio dell’astronomia per sostenere la sua tesi sulle cefeidi, delle stelli in grado di cambiare la loro luminosità dalla minima alla massima. Margherita sostenne la sua tesi il 15 gennaio del 1945; da allora si dedicò pienamente allo studio degli astri.

Iniziò a lavorare presso l’Osservatorio Astronomico di Arcetri, dedicandosi prevalentemente alla spettroscopia spaziale. Nel 1944 sposò Aldo de Rosa, conosciuto a Firenze. Nello stesso periodo condusse numerosi studi anche all’osservatorio di Merate e all’Istituto di Fisica di Milano, dove si dedicò alla radioastronomia, viaggiando anche in molti paesi del mondo come gli Stati Uniti, la Francia e l’Olanda, dove fu anche insegnante in numerose università. Divenne successivamente direttrice dell’Istituto di Astronomia di Trieste dal 1964 al 1987, dove morì il 29 giugno 2013. A Trieste Margherita si cimentò nello studio della spettroscopia, evoluzione stellare e divulgazione scientifica.

In suo onore, è stato trovato una asteroide, nel 1995, tra Marte e Giove che porta il suo nome: si tratta di 8558 Hack.

Produzione letteraria

Tra le sue opere letterarie ricordiamo moltissimi trattati fisici e astronomici, come ad esempio Stellar spectroscopy (1969); L'universo alle soglie del Duemila (1992); Alla scoperta del sistema solare (1993). Margherita però non si è soffermata solo agli studi per i più adulti, ma ha pensato anche ad i più giovani, con l’atlante Il cielo intorno a noi (2012) e Stelle da paura, nel quale parla degli asteroidi.

Nonostante numerosi saggi e libri a proposito, possiamo anche ricordare l’autobiografia La mia vita in bicicletta, edito nel 2011.

Nel 2013, infine è uscito il suo primo libro postumo: Italia sì, Italia no, nel quale l’autrice stessa esprime il suo pensiero riguardo le questioni politiche, scientifiche,  astronomiche e sociali.

Dal 2016 è possibile acquistare una sua accurata biografia, scritta da Corrado Lamberti: Viva Margherita. I valori, le passioni l'eredità di una grande maestra.



venerdì 25 marzo 2022

Dante Alighieri: il Sommo Poeta delle anime tra il Cielo e la Terra

 

«A l’alta fantasia qui mancò possa;

ma già volgeva il mio disio e ‘l velle,

sì come rota ch’igualmente è mossa,

l’amor che move il sole e l’altre stelle».

25 marzo: si celebra il Dantedì, il giorno dedicato al nostro Sommo Poeta.


Vita

Dante Alighieri è stato uno scrittore, politico, filosofo, ma soprattutto poeta italiano, considerato uno tra i più grandi a livello internazionale, se non forse il più grande in assoluto. Nato a Firenze nel 1265 (probabilmente tra il 29 maggio e il 30) da una famiglia d’antiche origini nobili, ormai decaduta, più precisamente da Alighiero degli Alighieri e da Bella degli Abati, trascorse l’infanzia e l’adolescenza nel capoluogo toscano, dove imparò i concetti base del latino.

Sfortunatamente, a soli diciassette anni circa perse il padre e per un po’ di tempo dovette occuparsi degli affari di famiglia e poco dopo morì anche la madre.

Intorno al 1287 o forse anche qualche anno prima, Alighieri studiò grammatica e filosofia presso i francescani della S. Croce di Bologna, mentre due anni dopo tornò in Toscana dove ricoprì la carica militare nella cavalleria alla Battaglia di Campaldino.

È importante precisare che, intorno ai diciotto anni, compose il suo primo sonetto dedicato ad una donna della quale si era invaghito, si tratta di Beatrice di Folco Portinari, sposata a Simone de’ Bardi e morta molto giovane l'8 giugno 1290. Da allora Dante dedicherà gran parte delle sue opere letterarie a lei, in quanto fu sempre innamorato di lei. Secondo la Vita Nova, il primo incontro con Beatrice risale al 1274.

A vent’anni sposò Gemma Donati, anch’ella di nobili origini, dalla quale ebbe quattro figli: Jacopo, Pietro, Giovanni e Antonia.

Durante la guerra fiorentina tra Guelfi e Ghibellini, tra i Guelfi si crearono delle asperità e si divisero in Guelfi bianchi e Guelfi neri. Dante si schierò dalla parte dei bianchi che cercano di difendere l'indipendenza della città opponendosi alle tendenze egemoniche di Bonifacio VIII. Nel 1300 Dante fu eletto tra i sei Priori di Firenze, l’anno successivo, con la prevalenza dei Guelfi neri, fu costretto a recarsi a Roma dal Papa Bonifacio VIII accusato di corruzione e condannato al boia; allora Dante, per non abbassarsi al suo volere, viene esiliato, lascia Firenze e si trasferisce a Ravenna nel 1304, dove trascorrerà il resto della sua vita, non riuscendo mai più a rientrare nella sua città natìa. Qui morirà nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321.

L'incontro tra Dante e Beatrice


Produzione letteraria

Gli scritti di Dante sono molto vari nel linguaggio, perché egli colloca le sue opere in diversi ambiti letterari e anche di formalità in base a quello che scrive e per chi lo scrive. Molte opere sono scritte in lingua Volgare, ovvero una lingua comprensibile al popolo, mentre altre sono in latino

Il pensiero di Dante è fortemente influenzato dal suo amore per Beatrice, per la quale compone nel 1295 la Vita Nova, una raccolta di poesie scritte tra il 1293 e il 1295, dedicata alla donna a lungo desiderata dal Poeta, ma mai avuta accanto a sé. Dante infatti la loda come se fosse un angelo e la felicità, per lui, consiste nell’amore che si dona altrui.

Intorno al 1304-1306 Dante compone il De Vulgari Eloquentia, scritto interamente in latino in cui spiega come scrivere un opera in lingua Volgare e fu dunque aperta ona questione molto importante, ovvero su come il volgare potesse sostituire il latino. Questa opera sarebbe dovuta essere divisa in quattro libri, ma Dante la scrisse fino al secondo libro si pensa per iniziare a scrivere un’opera maggiore, la più grande in assoluto di tutta la sua produzione letteraria: la Divina Commedia.

Influenzata profondamente dalla letteratura classica, la Divina Commedia è un’Opera allegorica (ovvero simbolica) divisa in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso, divisi a loro volta in trentatré canti. È scritta in versi ed è un viaggio spirituale che Dante compie all’interno della sua vita, delle sue opere e del suo sentimento religioso dove sarà accompagnato dall’Inferno al Purgatorio da Virgilio, successivamente da Beatrice. La lingua è il Volgare fiorentino, ma va complicandosi man mano che Dante prosegue il suo viaggio dall’Inferno, dove viene adottato un linguaggio facilmente comprensibile, al Paradiso, dove il linguaggio è elegante e molto lontano da quello colloquiale. Dante la chiamò inizialmente "Commedi", ma tanti anni dopo, quando Giovanni Boccaccio la lesse, la trovò talmente tanto elaborata e significativa che la definì "Divina".

Altrettanto importante è il Convivio, che Dante scrive in Volgare e dà sfogo a tutte le amarezze che ha subito durante l’esilio con lo scopo di ricordare ai governanti della sua epoche che a contare sono la sapienza, la filosofia e i valori morali. Segue il De Monarchia, anche questo come il De Vulgari Eloquentia scritto il latino, dove Dante affronta un tema fortemente politico, in cui dice che per governare e mantenere la pace, è necessaria una monarchia che rifletta i precetti di Dio.

Abbiamo infine le Rime, che Dante non include nella Vita Nova e dove affronta tutti i temi più importanti della sua vita, quali l’amore, la filosofia e la politica.


martedì 8 febbraio 2022

Jules Verne: viaggi meravigliosi in luoghi inimmaginabili



"Qualsiasi cosa un uomo possa immaginare, altri uomini la possono rendere reale"
194 anni fa nasceva Jules Verne

Ciao a tutti, carissimi lettori! Sono Serena e ho deciso di portare qui sul blog una nuova rubrica: Penne all'orizzonte, nella quale parlerò di tutti gli autori (e non solo) che hanno segnato la letteratura internazionale e che ci hanno regalato romanzi ed emozioni che ci hanno presi fino all'ultimo momento. Oggi ho deciso di inaugurare la rubrica con Jules Verne, che ci ha fatto conoscere mondo ignoti e ci ha fatto vivere viaggi straordinari, proprio come la sua raccolta di libri. Buona lettura!

Vita

Jules Verne è stato uno scrittore francese. Nato a Nantes l’8 febbraio del 1828 da una famiglia di armatori, fu sempre un grande appassionato di geografia, viaggi e mondi fantastici, caratteristica che influenzò per sempre la sua carriera letteraria.

Durante la giovinezza intraprese gli studi giuridici a Parigi, dove conobbe il fotografo Nadar e il commediografo Alexander Dumas, che in seguito abbandonò per dedicarsi pienamente alla letteratura e alla scrittura. Ciò che gli permise di partorire i romanzi d’avventura più geniali fu la sua curiosità: gli interessava leggere riviste e racconti bizzarri, amava la geografia e il progresso scientifico, i viaggi e le storie al limite dell’impossibile. La sua mente, infatti, sfiora i limiti più sconfinati della fantasia, una fantasia geniale che gli consente di arrivare a scrivere ogni pagina, ogni libro che tramandi tutto lo stupore che prova nei confronti del mondo.

In ogni sua opera scritta Verne si pone domande quasi impossibili, su cosa possa esserci neglia bissi più profondi del mare, nel cielo sopra di noi, sui monti più alti in tutto il mondo perfino al centro della Terra.

Nel 1857 sposò Honorine Morel, vedova ventiseienne con due figli, nel 1866 Verne comprò anche il suo primo battello e con questo comincia a navigare nel canale della Manica e lungo la Senna.

Nel 1876 partì per gli Stati Uniti con il fratello Paul, tornato a Parigi era all’apice della carriera. Nel 1886 un giovane dall’identità sconosciuta tentò di ucciderlo a colpi di pistola (si pensa sia stato un nipote privato dell’eredità) e Verne rimase ferito dall’incidente. Durante gli ultimi anni della sua vita si trasferì ad Amiens, dove morì nel 1905.

Produzione letteraria

Progresso tecnologico e scientifico, viaggi straordinari, mete sconosciute  e scoperte sorprendenti guidano la sua mente negli orizzonti più ignoti…

Nelle opere letterarie Verne si ispira a invenzioni realmente esistenti per iniziare a scrivere delle avvincenti avventure. Verne inizia il suo viaggio volando tra i cieli sconfinati e nel 1863 pubblica il suo romanzo Cinque settimane in Pallone, primo volume de I Viaggi Straordinari, nel quale parla di un gruppo di esploratori che dopo essersi imbarcati su uno strano mezzo di trasporto volante a metà  tra una mongolfiera e un dirigibile, intraprendono un avventuroso viaggio in Africa in parti ignote e da scoprire. L’anno successivo pubblica Viaggio al centro della Terra, secondo volume de I Viaggi Straordinari, nel quale racconta il viaggio di un professore di mineralogia, Otto,  e suo nipote Axel, che intraprendono un viaggio tra labirinti di pietre, un mare sotterraneo che attraversano su una zattera e pericolosi mostri preistorici, per arrivare proprio al centro della Terra.

Se Verne ha iniziato il suo viaggio nel cielo, adesso si spinge più in alto ancora, nell’ignoto, sulla Luna, tema che affascina profondamente lo scrittore, che lo studia scrupolosamente per poi pubblicare nel 1865 Dalla Terra alla Luna, che racconta la storia di un gruppo di inventori, che costruiscono un cannone in grado di lanciare un enorme proiettile sulla Luna. Per vedere, però, come si concluderà l’avventura, si dovrà aspettare fino al 1870 alla pubblicazione di Intorno la Luna.

Con il suo prossimo romanzo, Verne torna sulla Terra, precisamente navigando per i mari e gli oceani.

Nel 1868 esce I figli del Capitano Grant, che narra la storia di Mary e Robert, che ritrovando un messaggio relativo alla scomparsa del padre, decidono di navigare per mare a cercarlo, trovandosi a fronteggiare cannibali e pirati e a perlustrare le coste di innumerevoli stati e terre.

Durante il prossimo viaggio, Verne si spinge perfino sotto le onde dei mari e degli oceani e pubblica Ventimila leghe sotto i mari nel 1870, nel quale l’autore racconta un viaggio affascinante, ma pericoloso negli abissi più profondi del mare alla ricerca di un terribile mostro marino.

Verne fu sempre molto assetato d’avventura e della voglia di descrivere viaggi meraviglioso. Non possiamo, infatti, non ricordare l’ultimo volume de I Viaggi Straordinari (più di sessanta volumi), Il giro del mondo in ottanta giorni,  pubblicato nel 1873. Il romanzo inizia raccontando un’interessante scommessa, infatti un uomo che si chiama Phileas Fogg scommette ventimila sterline per fare il giro del mondo intero in soli ottanta giorni, di fronte i membri del suo club. Così, insieme al suo amico Passepartout intraprende un lungo, avvincente viaggio. 

L’anno dopo esce “L’isola misteriosa”, romanzo ambientato nel corso della guerra di Secessione americana, dove cinque nordisti, prigionieri delle truppe separatiste, fuggono su una mongolfiera e vengono alla fine gettati su un'isola sperduta del Pacifico. Gli uomini riescono a sottomettere la natura e fin dai primi momenti del loro arrivo, accadono cose strane e inesplicabili.