Con
"Lady Oscar: L'epopea di una guerriera romantica" Elena
Romanello, grande appassionata dell'anime, ci ha regalato un piccolo saggio
molto esaustivo pieno di aneddoti sul personaggio di Lady Oscar, trattando non
solo del manga, ma anche dei vari adattamenti televisivi e dell'autrice Riyoko
Ikeda.
Il
saggio inizia raccontando il successo del manga creato dalla ventiquattrenne
fumettista giapponese Riyoko Ikeda, discendente di una famiglia di samurai, e
inizialmente pubblicato a episodi dal il 21 maggio del 1972 sulla rivista
Margaret Comics. Il titolo originale è Versailles no bara, ovvero "La
rosa di Versailles", e narra una storia rivoluzionaria, ambientata a
Parigi poco prima della Rivoluzione francese, la cui protagonista è Oscar
François de Jarjayes, una giovane donna che viene allevata dal padre come un
uomo e diventa in poco tempo il Comandante delle guardie reali al servizio dei
sovrani Luigi XVI e Maria Antonietta. Il manga ottiene subito un successo
straordinario tra un pubblico di giovani lettrici, in grado di procurare
all'Ikeda l'attenzione di alcuni registi per trarne un cartone animato. La
serie viene diretta dai maestri Tadao Nagahama e Osamu Dezaki (il quale,
tuttavia, fece dell'anime un libero adattamento del fumetto) e disegnata da
Shingo Araki e Michi Himeno. Viene successivamente descritto il debutto
dell'anime e la risonanza che ebbe nei vari Paesi del mondo in cui venne
mandato in onda, con un attento approfondimento di sequel e spin-off letterari,
quali le Storie gotiche.
Si
parla poi del film di Jacque Demy del 1979, di produzione nippo-francese, con
protagonista Catriona Macoll nei panni della protagonista, che tuttavia non
riuscì a replicare il successo dell'anime, a causa di una sceneggiatura poco
curata e di personaggi interpretati senza carisma. Non per caso, Jacque Demy
non volle che il film venisse proiettato in Francia.
In
tempi più recenti, nel 2025 è stato prodotto anche un nuovo adattamento
cinematografico, questa volta a cartone animato, dallo studio Mappa e dalla
giovane regista Ai Yoshimura, desiderosa di creare un nuovo film che mettesse
insieme dei disegni rinnovati, una storia più fedele al manga creato da Riyoko
Ikeda e la passione di quest'ultima per il canto e i musical, riempiendo la
pellicola di intermezzi canori. Benché il progetto si fosse mostrato ambizioso
e interessante, sembra che il film abbia presentato una regia un po'
frettolosa, in cui sono più frequenti le parti cantate che le scene della
storia.
Il
libro parla anche del doppiaggio della serie, delle sigle iconiche di Cristina
D'Avena e soprattutto dei Cavalieri del Re, che continuano ancora a presenziare
ad eventi dedicati al cartone animato e non solo.
Si
tratta di un saggio che io, da appassionata di anime giapponesi e soprattutto
di Lady Oscar, ho letto in pochi giorni. È una lettura molto scorrevole che non
si limita solo a raccontare la storia di un fumetto e successivamente cartone
molto famoso, ma indaga anche dietro gli aneddoti simpatici vi si celano e che
rendono il libro ancora più gradevole. Nulla è lasciato al caso, ma ogni dettaglio
è approfondito minuziosamente. È un bellissimo viaggio che attraversa varie generazioni,
penetra nei meandri della cultura giapponese e non solo, indaga le
caratteristiche dello shojo (il manga per ragazze) e continua ad attualizzare il personaggio di Lady
Oscar, sospeso tra mito e realtà.
Recensione a cura di Serena.













