sabato 7 novembre 2026

Recensione: "La nonna sulla montagna" di Silvestra Sorbera, First letter editrice.

 



Con "La nonna sulla montagna", Silvestra Sorbera firma un romanzo delicato e potente, capace di raccontare una delle pagine più complesse e cruciali della storia italiana, la Resistenza,  attraverso la lente intima e affettuosa di un legame familiare. La narrazione si muove su un doppio binario temporale. Nel presente troviamo Nora, una studentessa che, per un compito scolastico, decide di intervistare sua nonna Ester. È qui che il passato prende il sopravvento, materializzandosi tra vecchie fotografie sbiadite e biglietti ingialliti dal tempo. Attraverso i ricordi di Ester, il lettore viene trasportato sulle gelide montagne cuneesi durante la Seconda Guerra Mondiale, dove una Ester giovanissima si muoveva in sella alla sua bicicletta. Non una semplice ragazza, ma una staffetta partigiana che sfida la paura e il dolore per trasportare cibo, medicinali e messaggi segreti, offrendo il proprio fondamentale contributo alla lotta per la libertà. Il punto di forza del romanzo risiede nella capacità dell'autrice di calibrare perfettamente la grande Storia con i piccoli, grandi sentimenti privati. Accanto alla tensione delle missioni clandestine e al ritratto del coraggio femminile nell'ombra, emerge la delicatezza dei primi batticuori, come l'amore tra Ester e il giovane Michele nato proprio tra quelle vette fortificate dal pericolo. L'autrice utilizza una scrittura fluida, accessibile ma mai banale, ideale per il pubblico di bambini e ragazzi a cui la collana si rivolge, ma altrettanto godibile per gli adulti. Il libro non si limita a narrare eventi passati, ma lancia un messaggio attualissimo sull'importanza della testimonianza e dell'ascolto. La bicicletta di Ester diventa così il simbolo di un viaggio che continua nel tempo, trasformando i ricordi individuali in memoria collettiva. 

"La nonna sulla montagna" è un'opera preziosa che commuove e fa riflettere, ricordandoci che la libertà di oggi è il frutto delle scelte coraggiose di ieri. Un romanzo consigliatissimo per le scuole e per chiunque voglia riscoprire il valore profondo delle nostre radici.

Recensione a cura di Silvia M.

venerdì 30 ottobre 2026

[Recensione] "Regency House" di Alberto Giulio Ruvolo

Avete mai desiderato, anche solo per un istante, sfuggire alla frenesia del ventunesimo secolo per rifugiarvi nelle atmosfere ovattate, nei balli sfarzosi e nei rigidi ma affascinanti corteggiamenti dell'epoca Regency? Se la risposta è sì, la penna di Alberto Ruvolo ha scritto il libro perfetto per voi. Con Regency House, l'autore ci regala un racconto che è al tempo stesso un omaggio ai grandi classici del passato e un'avventura romantica irresistibile.

Il punto di forza di Regency House risiede senza dubbio nella squisita ricostruzione d'atmosfera. Ruvolo dimostra una grande cura nei dettagli storici, descrivendo con precisione l'etichetta, gli abiti e l'ambiente dell'alta società dell'epoca, senza però risultare mai pesante o didascalico. La narrazione scorre fluida, trascinando il lettore in un vortice di emozioni.

Zoe è una protagonista in cui è facilissimo immedesimarsi. La sua meraviglia iniziale è la nostra, così come le sue difficoltà nel comprendere un mondo così distante dal nostro. Il contrasto tra la mentalità moderna e le usanze dell'epoca crea dinamiche interessanti e momenti di sincera tensione romantica.

Consigliamo questo racconto a tutte le lettrici e i lettori che amano le storie di Jane Austen, la serie Bridgerton e i romanzi che uniscono il fascino dei viaggi nel tempo al romanticismo più puro. È una lettura ideale per staccare la spina e lasciarsi cullare da una storia dolce, avvolgente ed elegantemente scritta.

Un piccolo gioiello per sognare a occhi aperti.

sabato 24 ottobre 2026

Recensione "Omnia vincit amor" di Marika Ferlisi, More Stories

 


Amanti e appassionati di travel romance, questo libro fa per voi!

Omnia vincit amor è un delicato, ma intenso Romance new adult che racconta la storia di Mirko e Mikol, due giovani romani cresciuti insieme, visto che le loro mamme erano amiche per la pelle. Da piccoli avevano condiviso tutti i giochi, le estati, le feste, la scuola. Amici e complici, spalla l’uno dell’altra, era quasi impossibile immaginarli divisi. Quando, quasi senza accorgersene, si sono scoperti innamorati inciampando in un bacio. Sembrava tutto perfetto: loro due insieme innamorati, l’amicizia tra le famiglie, i progetti per il futuro. Fino a quando accade qualcosa, l’equilibrio si spezza, l’armonia si interrompe e la storia finisce. Ma può finire all’improvviso anche l’amore?

Mirko e Mikol, per la prima volta, devono camminare da soli e non più uno accanto all’altra. Il tempo passa, la dimensione dell’errore diviene sempre più chiara ma la rabbia si affievolisce. Sembra tutto deciso e scontato fino a quando la vita non ci mette lo zampino e i due si ritrovano dopo tanto tempo, senza saperlo, insieme in una gita a Istanbul.

Come si fa a rimanere indifferenti dopo essersi tanto amati, come si può fingere di non conoscersi?

Da questo momento è come partire con loro: l’autrice ha avuto una grande capacità descrittiva e ha saputo descrivere le bellezze naturali, paesaggistiche e architettoniche così bene da farle vedere al lettore. Si percepiscono i profumi di quella terra, si sentono i sapori. Il lettore è lì, accanto a Mirko e Mikol. Loro si osservano, si scrutano, prendono le misure. Incapaci a stare assieme ma anche a non farlo. E Mirko avrà chiara la dimensione del suo errore, sperimenterà l’enorme senso di colpa per aver sbagliato con Mikol, per averla ferita, offesa. Può bastare la durata di una gita per recuperare il tempo perduto e riparare agli errori commessi? Non sempre, soprattutto quando l’atmosfera vacanziera volge al termine ed è ora di tornare a casa. Ma la loro casa è Roma ed è lì che sono custoditi i loro ricordi più cari: a Trastevere, di fronte al Colosseo, davanti a un tramonto sul Gianicolo. Con lo sfondo di una Roma che mi ha conquistata per le bellissime descrizioni, Mirko e Mikol si confronteranno, metteranno a nudo il loro animo e i loro sentimenti per cercare di capire se veramente Omnia vincit amor.

Ho apprezzato, oltre alla grande capacità descrittiva, la crescita dei personaggi. Si percepisce l’evoluzione, la maturazione, la presa di coscienza, la consapevolezza. Buona la gestione dei POV alternati.

Ringrazio l'autrice per la collaborazione.

sabato 17 ottobre 2026

Winnie The Pooh ha compiuto 100 anni! Buon compleanno Pooh!



Un Secolo di Dolcezza, Amicizia e Filosofia del "Pancino"

Il 14 ottobre 1926 faceva il suo debutto ufficiale nelle librerie britanniche Winnie-the-Pooh, il primo libro interamente dedicato all'orsetto goloso di miele nato dal genio letterario di A.A. Milne e dalle splendide illustrazioni di E.H. Shepard. Oggi, a distanza di esattamente un secolo, quel tenero "orsetto di pezza" non ha perso un briciolo del suo smalto ed è entrato a pieno diritto nell'olimpo della cultura pop mondiale.

Nato inizialmente per intrattenere il piccolo Christopher Robin (il figlio di Milne, che possedeva davvero un orsetto di peluche di nome Edward), Winnie the Pooh ha saputo valicare i confini della letteratura d'infanzia. Prima di diventare l'icona globale della Disney che tutti conosciamo, Pooh e i suoi inseparabili compagni d'avventura, il timido Pimpi, il malinconico Ih-Oh e il saltellante Tigro, il saggio Tappo, hanno curato i traumi del primo dopoguerra con la medicina più potente di tutte: la gentilezza, la lentezza e l'accettazione delle nostre fragilità.

Festeggiare 100 anni nel Bosco dei Cento Acri significa ricordarsi che, in un mondo che corre troppo velocemente, a volte "fare un po' di niente" è la cosa migliore che si possa fare.

Dietro la sua apparente semplicità da "Orso di pochissimo cervello", Winnie the Pooh nasconde pillole di pura saggezza esistenziale. Qui di seguito alcune frasi tra le più iconiche.

«Un giorno senza un amico è come un vaso in cui non è rimasta neanche una goccia di miele.»

– Winnie the Pooh

«Se mai arriverà un giorno in cui non potremo più stare insieme, tienimi nel tuo cuore. Ci rimarrò per sempre.» 

– Winnie the Pooh

 «"Come si scrive la parola 'Amore'?" chiese Pimpi. "Non si scrive... si sente", rispose Pooh.»

 – A.A. Milne

«Ricordati sempre: sei più coraggioso di quanto credi, più forte di quanto sembri e più intelligente di quanto pensi.» 

– Christopher Robin

«I fiumi lo sanno: non c'è fretta. Arriveremo a destinazione, un giorno o l'altro.» 

– Winnie the Pooh


sabato 10 ottobre 2026

Recensione "La donna della porta accanto" di Freida Mc Fadden



Cari amanti del brivido e dei colpi di scena, bentornati sul blog! Oggi vi porto tra le pagine di uno dei thriller psicologici, domestic noir più attesi e chiacchierati: La donna della porta accanto di Freida McFadden, edito in Italia da Newton Compton Editori. 

A undici anni dagli eventi del precedente capitolo, Millie ed Enzo Accardi hanno abbandonato le asprezze e i segreti del Bronx per rifugiarsi in un idilliaco quartiere residenziale a Long Island. Per loro rappresenta un vero e proprio salto anche a livello sociale, soprattutto per Millie. Mentre prima lavorava come domestica nelle case dei ricchi ed eccentrici datori di lavoro, adesso assapora la nuova condizione sociale borghese. Tutto sembra perfetto: la casa spaziosa, il giardino per i ragazzi, un'atmosfera da idillio americano. Ma sotto la patina di perfezione si nascondono tensioni sottili. La nuova casa e l'isolato, dove ci sono altre due abitazioni, si rivelano presto una congerie di misteri. La tensione si sviluppa lungo l'asse del vicinato: da un lato, l'ostile Janice, figura inquietante costantemente affacciata alla finestra, introversa ed enigmatica; dall'altro, Suzette Lowell, incarnazione di una sensualità predatoria che minaccia l'apparente stabilità coniugale di Enzo. Donna egocentrica, appariscente e ricca, ama attirare l'attenzione su di sè del vicino, pur essendo sposata, e per farlo non esita a far risaltare i punti deboli di Millie o a far emergere difetti e imperfezioni. L'improvviso omicidio del marito, Jonathan Lowell, rompe l’equilibrio precario, trasformando la paranoia domestica in un’indagine poliziesca in cui la famiglia Accardi diviene il principale bersaglio dei sospetti. La prosa è scarna,  priva di barocchismi e focalizzata sulla progressione drammatica. L'autrice scandisce la narrazione in capitoli brevi che si chiudono regolarmente su cliffhanger volti a generare un senso di urgenza nel lettore. Sebbene l'espediente possa talvolta apparire meccanico, l'efficacia nel dosare la suspense e nel disseminare falsi indizi  rimane indiscutibile.  Come da tradizione per l'autrice, gli ultimi capitoli ribaltano la prospettiva più volte. Tra sospetti e depistaggi capire di chi potersi fidare diventa un autentico rompicapo. Un'opera che conferma la McFadden tra le voci più lucide e popolari del thriller contemporaneo.
Recensione a cura di Silvia

⭐⭐⭐⭐


venerdì 11 settembre 2026

[Recensione] "Felicità fuori programma" di Federica Garancini

“Felicità fuori programma” è un romance chick-lit di Federica Garancini che ha il sapore di estate, di leggerezza e, in un certo senso, anche di famiglia.

La protagonista del romanzo è Nina, una studentessa fuori corso di Beni culturali di ventotto anni, segnata da una famiglia ormai disgregata: suo padre Claudio ha lasciato la sua vera madre Tessa per un’altra donna, Annika (rinomata scrittrice di romanzi rosa), sua sorella gemella Elisabetta è diventata un’icona del mondo dei social e l’unico a esserle rimasto accanto è il fratello.

Nonostante ciò, Nina sogna una vita all’insegna del relax, dello yoga e lontana da qualsiasi dramma o forma di stress.

Quando sua sorella riceve una proposta di matrimonio degna di un film, Nina si ritrova quasi casualmente a rimettersi in contatto con il suo ex fidanzato Santiago, figliastro di Annika, che ha conosciuto in Spagna durante un soggiorno presso la stravagante scrittrice. Proprio con lui ha avuto una storia lunga, appassionante, ma anche piena di alti e bassi. Federica capisce così che è arrivato il momento per lei di interrogarsi su sé stessa e sulla sua relazione con Santiago, fino a porsi la fatidica domanda: sono felice?

Innanzitutto, mi piacerebbe focalizzarmi sullo stile dell’autrice. Federica Garancini ha una scrittura molto avvincente, fluida e, a tratti, anche ironica. I personaggi da lei creati sono descritti in maniera molto approfondita e vivida, sembra quasi di averli davanti. Durante la lettura, in particolare, mi è venuto quasi spontaneo entrare in empatia con la protagonista: è una ragazza molto dolce ma anche insicura, a causa della sua storia familiare, e la narrazione in prima persona la rende ancora più credibile.

La storia non è per nulla scontata, perché attraverso l’espediente del romance tratta tematiche che mi hanno colpita molto. Tramite il rapporto tra Tessa e Nina, l’autrice esplora il tema della paura dell’abbandono che lascia nella protagonista un senso di insicurezza, che la spinge al non voler avere relazioni stabili. Fortunatamente, Nina riesce a trovare una nuova madre in Annika, che si mostra nei suoi confronti una donna molto disponibile, accogliente e sempre pronta ad ascoltarla.

A tal proposito, “Felicità fuori programma” si rivela un romanzo di formazione che porta Nina a riscoprire l’amore, la sua storia con Santiago, a ricostruire la sua famiglia e ritrovare la felicità.

Recensione a cura di Serena.

martedì 8 settembre 2026

[Recensione] "Il futuro è ancora tutto da scrivere" di Monica Sauna

Se siete alla ricerca di una lettura che sappia unire la dolcezza di un romanzo rosa, il fascino del mistero e una profonda riflessione sul tempo e sugli affetti familiari, allora mettetevi comodi. Oggi vi parlo di "Il futuro è ancora tutto da scrivere", l'emozionante romanzo di Monica Sauna edito da Land Editore. Conosciuta sul web anche per il suo seguitissimo travel blog I Viaggi di Monique, Monica Sauna abbandona per un attimo le guide turistiche per accompagnarci in un viaggio intimo e geografico, dove il passato e il presente si intrecciano indissolubilmente.

La storia ruota attorno a Emma, una giovane donna che si trova a fare i conti con i dubbi, le insicurezze e le paure legate al proprio domani. La sua vita prende una svolta inaspettata quando, frugando in un vecchio baule, si imbatte in un oggetto misterioso: la foto di sua nonna Agnese da giovane.Fin qui nulla di strano, se non fosse che quello stesso identico scatto è custodito gelosamente da Agnese sul comodino di casa sua. Quale segreto nasconde quel ritrovamento? Per scoprirlo, Emma – affiancata dal coprotagonista Noah – inizierà a scavare nella storia della sua famiglia, affrontando ombre del passato.

Emma e Noah sono due personaggi affascinanti, con un carattere forte ben delineato. Tengono alto il filo della tensione narrativo con il loro rapporto, fatto di alti e bassi, da confronti accessi e da una strana e incontrollabile attrazione.

La forza di questo romanzo risiede nella sua capacità di toccare corde emotive molto profonde. La penna di Monica Sauna è fluida, scorrevole e delicata. Riesce a gestire perfettamente l'equilibrio tra la componente romance e la linea misteriosa legata al segreto di Agnese. Il lettore viene costantemente cullato da atmosfere suggestive, dove si respira l'amore dell'autrice per i viaggi e per i dettagli evocativi.

Una scrittura leggera ma mai superficiale, ideale per staccare la spina e ritrovare un momento di serenità. Il legame tra nonna e nipote è descritto con una delicatezza rara, capace di commuovere e far riflettere sui ricordi che ereditiamo.

Monica Sauna ci ricorda che il passato ci definisce, ma che le pagine del nostro domani sono ancora bianche e tutte da inventare.Voi lo avete letto? Vi ispirano le storie con misteri familiari? Fatemelo sapere nei commenti!

Recensione a cura di Silvia.