"L’ULTIMO GIRO DI GIOSTRA" è il
volume di chiusura, dopo “TESTIMONE MUTO” e KUTAFAKARI della trilogia di
raccolte di sillogi poetiche del professor Roberto Tauro.
L’opera si apre con la citazione
di Oscar Wilde, tratta dal “Ritratto di Dorian Gray” quantomai attuale: “Viviamo
in un mondo dove le cose superflue sono le nostre uniche necessità”. La
prima cosa che mi viene in mente dopo questa citazione è il telefono cellulare,
del quale non riusciamo più a privarci nemmeno per pochi istanti.
La raccolta, come le precedenti, è
divisa in sezioni (tre in questo caso) che inquadrano le composizioni secondo
le loro caratteristiche; ORME, RIME e infine MAGISTERO.
Nella prima sezione troviamo
molti ricordi legati alle stagioni della vita dell’autore: si comincia con la
bellissima “La nevicata del ‘56” in cui con maestria vengono descritti i
sentimenti dell’autore bambino che alterna la gioia per l’abbondante nevicata,
all’apprensione per il perdurare della stessa, con le difficoltà pratiche che
essa comportava negli spostamenti per reperire cibo o legna per il
riscaldamento e alla fine con il sollievo per la fine della nevicata dopo tre
settimane.
Molto bella “Leo” il
ricordo del Bracco italiano di famiglia, utilizzato nella caccia a pernici e
fagiani, che avanti negli anni accettava le coccole che nel pieno del vigore
non gradiva eccessivamente. Lo sguardo triste del cane è lo stesso che
conosciamo noi nei nostri amici quadrupedi.
Notevole “Immota Manet” dedicata
all’Aquila città natale dell’autore, ferita dal terremoto.
I luoghi cari tornano in “Cavalcando
in laguna”, omaggio alla laguna dello Stagnone di Marsala dai paesaggi
ineguagliabili.
Nella sezione RIME emergono “Ipocrisia”
e “Sensi unici” nella quale si riescono quasi a percepire gli odori delle
tamerici e quello delicato della rosa e, i fichi e le susine appaiono così
succulente da far venire la voglia di coglierli e assaporarli. Molto dolce
l’immagine del bambino che si cinge al collo della mamma e di lei che se lo
stringe al petto.
Ne “L’uovo e la gallina”
l’autore riesce finalmente a chiarire il mistero, riuscendo dove ancora non era
riuscito nessuno, come sempre alternando il suo spirito ironico ai componimenti
più impegnati; al lettore non resta che acquistare l’opera e in questo modo,
oltre a godere della bellezza dei componimenti vedrà risolvere anche questo
arcano mistero.
Passando all’ultima sezione
MAGISTERO troviamo la struggente silloge “In memoriam Annae” dedicata ad
Anna Frank. La natura religiosa permea l’opera “Stabat Mater” che ritrae
Maria sotto la Croce alcuni istanti dopo il dramma della crocifissione,
I miti Greci trovano il loro
spazio in “Un regalo malfido” mentre la riflessiva “Alexandros” è un omaggio al grande
condottiero Alessandro Magno.
Come nelle precedenti raccolte,
anche qui troviamo i temi cari all’autore: gli affetti, la nostalgia, i luoghi
cari, le persone care, gli incontri fatti nell’arco di una vita, le molte
esperienze vissute, le passioni, gli studi, i miti.
Ogni silloge è un viaggio che
accompagna il lettore verso una meta diversa, scuotendo ora la coscienza,
spingendo alla riflessione, o provocando delle sane risate, commuovendo,
accompagnando talvolta il lettore nel passato o in luoghi meravigliosi. Non
resta che sfogliare le pagine, senza soluzione di continuità ed affrontare questi
molteplici e meravigliosi viaggi.
5 stelle meritatissime!


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