martedì 17 febbraio 2026

[Recensione] "Una volta ho visto un gatto" di Silvia Grazzi

 


"L'amore felino è connesso con la libertà, e la libertà e mutevole"

Per la Giornata nazionale del gatto, oggi vi propongo “Una volta ho visto un gatto” di Silvia Grazzi, edito Caissa Editore.

Il libro si apre con una premessa sui gatti tigrati che comunemente chiamiamo “europei”. Vi capita mai di immaginare la storia dietro ognuno di quei gatti? Questo è il quesito a cui risponde l’autrice parlandoci del felino protagonista, Artù. Il nostro protagonista micino viene adottato da una coppia insieme a un’altra gattina, Elettra.

Un giorno, curioso di sapere come sia il mondo esterno, decide di concedersi un’avventura saltando giù dal balcone di casa e dirigendosi verso l’area boscosa lì vicino. Tuttavia la sua permanenza nel bosco viene prolungata da un’esibizione di fuochi d’artificio che costringe il micio a trattenersi nell’area verde più del dovuto.

Poco tempo dopo, si reca alla diga dove si imbatte in Nerone, un imponente gattone nero con cui stringe una salda amicizia. Sarà proprio Nerone a insegnargli le regole per la sopravvivenza in natura e per stingere dei rapporti di fiducia con altri animali del bosco.

Artù accetta e apprezza la sua nuova vita, tuffandosi ogni volta a capofitto in nuove avventure: conoscerà infatti la volpe Santiago, il saggio e anziano pipistrello Spino, il picchio Puc, il gabbiano Jobbececk da cui prenderà anche lezioni di volo, il passaparola dell’ora della rugiada (un momento della sera in cui è concesso ai vari animali del bosco di comunicare tra loro) e il gran consiglio delle cocorite un po’ pettegole.

La storia si racconta con l’andamento veloce e leggero di una fiaba. Non si tratta, tuttavia, solo di un semplice libro per bambini, ma anche di una lettura che tratta tematiche come il rispetto della natura e degli animali. Vi è, per esempio, un passaggio di critica contro la caccia alle volpi: quando Nerone e Artù si trovano a parlare di Santiago, infatti, il primo racconterà che la sua famigliola è stata presa da un gruppo di bracconieri e che il volpacchiotto è l’unico sopravvissuto; si parla anche della costruzione di una ferrovia, per cui è stata eliminata una parte del bosco.

È anche una storia di amicizia molto divertente: seppure Nerone insegni ad Artù alcune tecniche di caccia e questi tenti più volte di prendere un tordo, il volatile riesce sempre a farla franca.

È interessante, inoltre, notare come ogni animale viene caratterizzato come fosse un personaggio. Ognuno, infatti, ha delle specifiche caratteristiche ed è in grado di provare dei sentimenti. Artù è un protagonista tenero, curioso e desideroso di imparare molte cose dalla natura, Nerone un maestro consigliere fidato, il bassotto Tarcisio un attento osservatore, la dolce Elettra una buona micia da compagnia, il tordo un abile fuggitivo. Alla fine del libro, inoltre, Artù si troverà di fronte a un bivio: tornare tra le comodità di casa o continuare a vivere in natura?

Una dolcissima storia da leggere in compagnia del vostro amico felino!




sabato 14 febbraio 2026

[Recensione] "L'ultimo giro di giostra" di Roberto Tauro

 


"L’ULTIMO GIRO DI GIOSTRA" è il volume di chiusura, dopo “TESTIMONE MUTO” e KUTAFAKARI della trilogia di raccolte di sillogi poetiche del professor Roberto Tauro.

L’opera si apre con la citazione di Oscar Wilde, tratta dal “Ritratto di Dorian Gray” quantomai attuale: “Viviamo in un mondo dove le cose superflue sono le nostre uniche necessità”. La prima cosa che mi viene in mente dopo questa citazione è il telefono cellulare, del quale non riusciamo più a privarci nemmeno per pochi istanti.

La raccolta, come le precedenti, è divisa in sezioni (tre in questo caso) che inquadrano le composizioni secondo le loro caratteristiche; ORME, RIME e infine MAGISTERO.

Nella prima sezione troviamo molti ricordi legati alle stagioni della vita dell’autore: si comincia con la bellissima “La nevicata del ‘56” in cui con maestria vengono descritti i sentimenti dell’autore bambino che alterna la gioia per l’abbondante nevicata, all’apprensione per il perdurare della stessa, con le difficoltà pratiche che essa comportava negli spostamenti per reperire cibo o legna per il riscaldamento e alla fine con il sollievo per la fine della nevicata dopo tre settimane.

Molto bella “Leo” il ricordo del Bracco italiano di famiglia, utilizzato nella caccia a pernici e fagiani, che avanti negli anni accettava le coccole che nel pieno del vigore non gradiva eccessivamente. Lo sguardo triste del cane è lo stesso che conosciamo noi nei nostri amici quadrupedi.

Notevole “Immota Manet” dedicata all’Aquila città natale dell’autore, ferita dal terremoto.

I luoghi cari tornano in “Cavalcando in laguna”, omaggio alla laguna dello Stagnone di Marsala dai paesaggi ineguagliabili.

Nella sezione RIME emergono “Ipocrisia” e “Sensi unici” nella quale si riescono quasi a percepire gli odori delle tamerici e quello delicato della rosa e, i fichi e le susine appaiono così succulente da far venire la voglia di coglierli e assaporarli. Molto dolce l’immagine del bambino che si cinge al collo della mamma e di lei che se lo stringe al petto.

Ne “L’uovo e la gallina” l’autore riesce finalmente a chiarire il mistero, riuscendo dove ancora non era riuscito nessuno, come sempre alternando il suo spirito ironico ai componimenti più impegnati; al lettore non resta che acquistare l’opera e in questo modo, oltre a godere della bellezza dei componimenti vedrà risolvere anche questo arcano mistero.

Passando all’ultima sezione MAGISTERO troviamo la struggente silloge “In memoriam Annae” dedicata ad Anna Frank. La natura religiosa permea l’opera “Stabat Mater” che ritrae Maria sotto la Croce alcuni istanti dopo il dramma della crocifissione,

I miti Greci trovano il loro spazio in  “Un regalo malfido”  mentre la riflessiva  “Alexandros” è un omaggio al grande condottiero Alessandro Magno.

Come nelle precedenti raccolte, anche qui troviamo i temi cari all’autore: gli affetti, la nostalgia, i luoghi cari, le persone care, gli incontri fatti nell’arco di una vita, le molte esperienze vissute, le passioni, gli studi, i miti.

Ogni silloge è un viaggio che accompagna il lettore verso una meta diversa, scuotendo ora la coscienza, spingendo alla riflessione, o provocando delle sane risate, commuovendo, accompagnando talvolta il lettore nel passato o in luoghi meravigliosi. Non resta che sfogliare le pagine, senza soluzione di continuità ed affrontare questi molteplici e meravigliosi viaggi.

5 stelle meritatissime!