Ogni anno il natale viene arricchito e reso sempre più magico
dai canti che ascoltiamo o ci ritroviamo a cantare. Uno di questi è “Carol of
the bells”, che abbiamo sentito in molteplici versioni, ma che ha le sue
origini in Ucraina. Originariamente era una canzone scritta per augurare un
buon inverno.
Fu composta nel 1916 dall’ucraino Mykola Leontovich e fu
inizialmente intitolata Shchedryk. In origine il brano parlava infatti di una
rondine che si sarebbe recata da un uomo per predirgli che l’anno successivo
avrebbe ottenuto moltissime ricchezze, tra bestiame, denaro e una bella moglie.
Successivamente il direttore del coro Koshyts chiese a Leontovich di scrivere
una melodia basata sulle canzoni popolari ucraine, il quale creò un’opera del
tutto nuova. Koshyts nel 1919 formò poi il primo coro nazionale per promuovere
la musica ucraina. Nel frattempo la musica di Leontovich divenne sempre più
popolare, finché il coro non decise di introdurre il canto anche in altri stati
all’estero, tra questi proprio gli USA, dove eseguì un concerto sold out il 5
ottobre 1921.
Quando il direttore d’orchestra americano Peter Wilhousky
ascoltò la melodia di Leontovich decise di fargli apportare alcune modifiche
nel testo e nella musica, pubblicando così una nuova versione nel 1936.
Le registrazioni americane della canzone in inglese
iniziarono ad emergere negli anni '40 da gruppi importanti come Fred Warring e
i suoi Pennsylvanians, il Roger Wagner Chorale e la «Hour of Charm All-Girl
Orchestra» di Phil Spitalny.
Oggi esistono moltissime versioni di Carol of the bells, potremmo citare quella dei Pentatonix, gruppo polifonico a cappella americano, che ne ha riportato un arrangiamento tanto melodica quanto ritmata. Vi è poi la spettacolare versione di Peter Hollens, in collaborazione con il One voice children choir e il BYU Men's Chorus. Il solo ascolto potrebbe proprio sembrare quello di una colonna sonora di un film. Non meno bella è anche la versione delle sorelle Cimorelli, un gruppo musicale tutto al femminile, formato da sei sorelle amanti della musica.
A cura di Serena.


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