Per la Giornata nazionale del gatto, oggi vi propongo “Una
volta ho visto un gatto” di Silvia Grazzi, edito Caissa Editore.
Il libro si apre con una premessa sui gatti tigrati che
comunemente chiamiamo “europei”. Vi capita mai di immaginare la storia dietro
ognuno di quei gatti? Questo è il quesito a cui risponde l’autrice parlandoci
del felino protagonista, Artù. Il nostro protagonista micino viene adottato da
una coppia insieme a un’altra gattina, Elettra.
Un giorno, curioso di sapere come sia il mondo esterno,
decide di concedersi un’avventura saltando giù dal balcone di casa e dirigendosi
verso l’area boscosa lì vicino. Tuttavia la sua permanenza nel bosco viene
prolungata da un’esibizione di fuochi d’artificio che costringe il micio a
trattenersi nell’area verde più del dovuto.
Poco tempo dopo, si reca alla diga dove si imbatte in Nerone,
un imponente gattone nero con cui stringe una salda amicizia. Sarà proprio
Nerone a insegnargli le regole per la sopravvivenza in natura e per stingere
dei rapporti di fiducia con altri animali del bosco.
Artù accetta e apprezza la sua nuova vita, tuffandosi ogni
volta a capofitto in nuove avventure: conoscerà infatti la volpe Santiago, il
saggio e anziano pipistrello Spino, il picchio Puc, il gabbiano Jobbececk da
cui prenderà anche lezioni di volo, il passaparola dell’ora della rugiada (un
momento della sera in cui è concesso ai vari animali del bosco di comunicare
tra loro) e il gran consiglio delle cocorite un po’ pettegole.
La storia si racconta con l’andamento veloce e leggero di una
fiaba. Non si tratta, tuttavia, solo di un semplice libro per bambini, ma anche
di una lettura che tratta tematiche come il rispetto della natura e degli
animali. Vi è, per esempio, un passaggio di critica contro la caccia alle
volpi: quando Nerone e Artù si trovano a parlare di Santiago, infatti, il primo
racconterà che la sua famigliola è stata presa da un gruppo di bracconieri e
che il volpacchiotto è l’unico sopravvissuto; si parla anche della costruzione
di una ferrovia, per cui è stata eliminata una parte del bosco.
È anche una storia di amicizia molto divertente: seppure
Nerone insegni ad Artù alcune tecniche di caccia e questi tenti più volte di
prendere un tordo, il volatile riesce sempre a farla franca.
È interessante, inoltre, notare come ogni animale viene
caratterizzato come fosse un personaggio. Ognuno, infatti, ha delle specifiche caratteristiche
ed è in grado di provare dei sentimenti. Artù è un protagonista tenero, curioso
e desideroso di imparare molte cose dalla natura, Nerone un maestro consigliere
fidato, il bassotto Tarcisio un attento osservatore, la dolce Elettra una buona
micia da compagnia, il tordo un abile fuggitivo. Alla fine del libro, inoltre, Artù
si troverà di fronte a un bivio: tornare tra le comodità di casa o continuare a
vivere in natura?
Una dolcissima storia da leggere in compagnia del vostro
amico felino!
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