martedì 30 dicembre 2025

[Recensione] "L' italiana in bicicletta" di Pina Maria Rinaldi

 


Protagonista indiscussa di questo romanzo storico e di formazione è Serafina, donna forte e determinata.

Originaria di Bari, il 14 aprile del 1906 lascia la sua adorata terra per raggiungere il padre, unico genitore rimastale, che si è stabilito in Cile, a Valparaiso. Lasciare Bari è per la ragazza uno strappo perché vuol dire non solo abbandonare un lavoro che ama, disegnare abiti e cucire nella sartoria dello zio Luigi, ma soprattutto significa allontanarsi dal ricordo della madre Marisa, morta anni prima, da cui ha ereditato il carattere forte e volitivo e la passione per la bicicletta, nonostante la madre avesse perso la vita proprio in un incidente in bici.

E la bicicletta è anche il simbolo del desiderio di libertà in un’epoca in cui l’autonomia della donna è molto limitata.

Serafina parte a bordo di una nave NGI, il transatlantico Regina Margherita, un lungo viaggio durante il quale conoscerà tante storie e tante realtà, prima fra tutte quella degli altri immigrati, la forza di chi lascia tutto sperando in un futuro migliore e, di contra, la paura di chi non sa cosa ci sarà ad attenderli nel Nuovo Mondo.

A Valparaiso, Serafina ritrova suo padre, ma la vita non è come se l’aspetta. Serafina cresce, cambia e impara a convivere con la nostalgia e il dolore. Vivrà momenti drammatici, perderà altre persone care che incontra nel suo cammino. Nuove amicizie e forse nuovi amori.

Quello di Serafina è un personaggio ben tratteggiato attraverso il quale conosciamo l’Italia del primo novecento, l’emigrazione, la vita degli emigrati nel Nuovo Mondo.

Sebbene alcuni passaggi possano risultare più lenti, per via della forte nostalgia della protagonista,  descrizioni vivide e una perfetta combinazione tra momenti drammatici e altri di delicatezza, rendono questo romanzo una lettura molto gradevole e da consigliare.

Recensione a cura di Silvia

⭐⭐⭐⭐


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