“L’ultimo segreto” è l’ultimo romanzo di Dan Brown. È un
thriller che mi ha tenuto molta compagnia negli ultimi mesi e che ho voluto
leggere con calma, proprio per godermelo fino all’ultima pagina.
La città che fa da sfondo a questo romanzo è Praga nella sua
veste invernale, che la fa sembrare tanto affascinante quanto velata di
mistero. Il protagonista della vicenda è nuovamente il professor Robert
Langdon, questa volta accompagnato dalla compagna Katherine Solomon, con la
quale di trova nella capitale boema per una conferenza presso l’università di
Praga della sua donna, docente di neuroscienze ed esperta di noetica, la quale
si trova a parlare di una visione rivoluzionaria di coscienza, secondo cui
questa non si troverebbe nella nostra testa, ma fuori da essa e funzionerebbe
come una sorta di ricevitore per ricevere gli impulsi.
A tal proposito è prossimo alla pubblicazione il manoscritto
della stessa Solomon per la casa editrice Penguin Random, diretta da Jonas
Faukman, la stessa per cui ha già scritto anche Langdon. La sera della
conferenza, Katherine viene avvicinata dalla famosa scienziata Brigita Gessner,
la quale la invita al suo laboratorio con una copia del manoscritto per
discutere di alcuni argomenti trattati.
Dal giorno successivo in poi, si verifica una concatenazione
di eventi inquietanti che coinvolgono direttamente i due protagonisti: Brigita
viene assassinata da un personaggio terrificante che si chiama Golem, Katherine
sparisce e con lei anche il suo libro, all’albergo di Robert e Katherine per
poco non viene inscenato un attacco terrorista, Jonas Faukman viene rapito e,
dopo un veloce incontro con l’assistente di Brigita, Sasha Vesna, Langdon si
ritrova a indagare inseguito dal’UZSI (la polizia della Repubblica Ceca) che lo
crede colpevole di alcuni di tali eventi.
Tra mille e più peripezie prende forma un mistero in cui
Robert dovrà imparare a muoversi per ritrovare Katherine e il suo manoscritto,
nonostante si verifichino degli avvenimenti che vanno oltre le aspettative, tra
complotti internazionali e faccende diplomatiche.
Il nuovo romanzo di Dan Brown è davvero un gioiello, un
Capolavoro dall’iniziale maiuscola. A essere sincera, a differenza di altri che
mi avevano presa fin da subito, per questo libro mi ci è voluto un po’ di tempo
per apprezzarlo.
La vicenda, infatti, non trova al centro del suo nodo
narrativo un oggetto d’arte, un quadro d’autore (come nel Codice Da Vinci) o un
dibattito portato avanti per secoli, su motivi scientifici e religiosi (presente
invece in Angeli e Demoni). In queste pagine, si parla della ricerca della
coscienza, un argomento di carattere psicologico che sconfina nella filosofia. È
infatti un libro da leggere lentamente e con attenzione, perché qualsiasi
piccolo dettaglio, che potrebbe sembrare apparentemente insignificante,
risulterà rilevante.
È molto importante, a tal proposito, seguire l’andamento
della storia per individuare tutti i personaggi, che sono tanti e molto diversi
fra loro. Nonostante in un primo momento mi sia venuto un po’ difficile
memorizzarli tutti, alla fine sono riuscita ad avere un quadro ben chiaro di
tutti.
Ancora una volta, l’autore ha dato prova di tutta la sua
bravura nel costruire un thriller, coerente, pieno di suspance e ricco di colpi
di scena che hanno reso la trama avvincente e per nulla scontata, come ogni
romanzo di Dan Brown.
Il libro propone infine una riflessione sui temi della
psichiatria, delle tecniche di sperimentazione laboratoriale su pazienti e sull’accanimento
terapeutico. La tematica viene portata a livelli internazionali, che sconfinano
in intrecci diplomatici e in lotte di potere. Nonostante questo, lo spunto di
riflessione offerto dal libro è molto potente e viene offerto da uno dei suoi
personaggi più importanti, se non quello più centrale della vicenda: Sasha, l’ex
assistente di Brigita. Sasha è vittima di soprusi, ricatti, esperimenti e
vicende che la vedranno agire in tantissimi modi diversi, al fine di farsi del
bene, ma che finirà anche per fare del male. Tutto questo, a quale prezzo?
Recensione a cura di Serena.


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