domenica 4 gennaio 2026

[Recensione] "L'ultimo segreto" di Dan Brown

 


"-Il punto è che a nessuno piace il cambiamento- aveva ripreso lei:-E quei tediosi degli accademici tendono a rimanere nella comfort zone delle loro convinzioni anche molto dopo che i loro modelli si sono rivelati, senza ombra di dubbio, obsoleti. Per questo stabilire un nuovo paradigma scientifico, come quello della coscienza umana, è un processo tanto lento e frustrante.-"

“L’ultimo segreto” è l’ultimo romanzo di Dan Brown. È un thriller che mi ha tenuto molta compagnia negli ultimi mesi e che ho voluto leggere con calma, proprio per godermelo fino all’ultima pagina.

La città che fa da sfondo a questo romanzo è Praga nella sua veste invernale, che la fa sembrare tanto affascinante quanto velata di mistero. Il protagonista della vicenda è nuovamente il professor Robert Langdon, questa volta accompagnato dalla compagna Katherine Solomon, con la quale di trova nella capitale boema per una conferenza presso l’università di Praga della sua donna, docente di neuroscienze ed esperta di noetica, la quale si trova a parlare di una visione rivoluzionaria di coscienza, secondo cui questa non si troverebbe nella nostra testa, ma fuori da essa e funzionerebbe come una sorta di ricevitore per ricevere gli impulsi.

A tal proposito è prossimo alla pubblicazione il manoscritto della stessa Solomon per la casa editrice Penguin Random, diretta da Jonas Faukman, la stessa per cui ha già scritto anche Langdon. La sera della conferenza, Katherine viene avvicinata dalla famosa scienziata Brigita Gessner, la quale la invita al suo laboratorio con una copia del manoscritto per discutere di alcuni argomenti trattati.

Dal giorno successivo in poi, si verifica una concatenazione di eventi inquietanti che coinvolgono direttamente i due protagonisti: Brigita viene assassinata da un personaggio terrificante che si chiama Golem, Katherine sparisce e con lei anche il suo libro, all’albergo di Robert e Katherine per poco non viene inscenato un attacco terrorista, Jonas Faukman viene rapito e, dopo un veloce incontro con l’assistente di Brigita, Sasha Vesna, Langdon si ritrova a indagare inseguito dal’UZSI (la polizia della Repubblica Ceca) che lo crede colpevole di alcuni di tali eventi.

Tra mille e più peripezie prende forma un mistero in cui Robert dovrà imparare a muoversi per ritrovare Katherine e il suo manoscritto, nonostante si verifichino degli avvenimenti che vanno oltre le aspettative, tra complotti internazionali e faccende diplomatiche.

Il nuovo romanzo di Dan Brown è davvero un gioiello, un Capolavoro dall’iniziale maiuscola. A essere sincera, a differenza di altri che mi avevano presa fin da subito, per questo libro mi ci è voluto un po’ di tempo per apprezzarlo.

La vicenda, infatti, non trova al centro del suo nodo narrativo un oggetto d’arte, un quadro d’autore (come nel Codice Da Vinci) o un dibattito portato avanti per secoli, su motivi scientifici e religiosi (presente invece in Angeli e Demoni). In queste pagine, si parla della ricerca della coscienza, un argomento di carattere psicologico che sconfina nella filosofia. È infatti un libro da leggere lentamente e con attenzione, perché qualsiasi piccolo dettaglio, che potrebbe sembrare apparentemente insignificante, risulterà rilevante.

È molto importante, a tal proposito, seguire l’andamento della storia per individuare tutti i personaggi, che sono tanti e molto diversi fra loro. Nonostante in un primo momento mi sia venuto un po’ difficile memorizzarli tutti, alla fine sono riuscita ad avere un quadro ben chiaro di tutti.

Ancora una volta, l’autore ha dato prova di tutta la sua bravura nel costruire un thriller, coerente, pieno di suspance e ricco di colpi di scena che hanno reso la trama avvincente e per nulla scontata, come ogni romanzo di Dan Brown.

Il libro propone infine una riflessione sui temi della psichiatria, delle tecniche di sperimentazione laboratoriale su pazienti e sull’accanimento terapeutico. La tematica viene portata a livelli internazionali, che sconfinano in intrecci diplomatici e in lotte di potere. Nonostante questo, lo spunto di riflessione offerto dal libro è molto potente e viene offerto da uno dei suoi personaggi più importanti, se non quello più centrale della vicenda: Sasha, l’ex assistente di Brigita. Sasha è vittima di soprusi, ricatti, esperimenti e vicende che la vedranno agire in tantissimi modi diversi, al fine di farsi del bene, ma che finirà anche per fare del male. Tutto questo, a quale prezzo?

Recensione a cura di Serena.



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