Oggi il nostro Calendario dell’Avvento profumerà di dolce: il
protagonista della nostra casella sarà infatti il panettone.
Il panettone è divenuto ormai da anni un dolce perfetto a
natale, da consumare sia dopo il cenone che dopo il pranzo o semplicemente a
merenda. La sua è una storia che affonda le radici già nel Quattrocento, quando
le corporazioni milanesi erano solite riunirsi per il rito del ciocco: un
usanza che prevedeva la condivisione di un forno a legna dove cuocere il pane
di frumento da condividere tra commensali. Quel pane, però, era arricchito di
altri ingredienti quali burro, zucchero e uova che veniva chiamato “Pan de
Sciori”, l’antesignano del nostro panettone.
La storia del panettone si intreccia però anche alla
leggenda: si narra infatti che un garzone chiamato Toni avrebbe sostituito un
dolce bruciato di Ludovico il Moro con un altro fatto di un soffice impasto di lievito,
burro e uvetta. Il risultato fu un successo straordinario, tanto che da quel
giorno si cominciò a parlare del “Pan del Toni”: il “panettone”.
Il primo cuoco a mettere per iscritto una ricetta per il
panettone sarà nel 1549 il ferrarese Cristoforo di Messisbugo, il quale
elencherà tra i suoi ingredienti principali farina, burro, zucchero, uova,
latte e persino acqua di rose. Bisognerà tuttavia attendere il 1599 per vedere
l’aggiunta di canditi e uvetta all’impasto.
Tra Settecento e Ottocento il panettone attraversò un periodo
di evoluzione che portò all’introduzione del lievito madre. Con l’avvento del
Novecento e della produzione industriale, infine, il panettone divenne un
simbolo delle festività natalizie e un prodotto sempre più frequente da trovare
sulle tavole italiane.


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