sabato 6 dicembre 2025

[Calendario dell'Avvento 2025] Giorno 6: Recensione di "Polar Express"

 



"A volte basta vedere per credere; altre volte invece le cose più reali di questo mondo sono le cose che non si vedono."

 Oggi, per questa casella, vi consiglio un classico che ogni anno ci viene riproposto: Polar Express.

Nato dalla mente di Robert Zemeckis, la sua particolarità risiede nella tecnica utilizzata: la performance capture, che consiste nell’uso di appositi ricettori attaccati sul corpo degli attori per poi poter catturare le immagini col computer e trasformarle in animazione. In seguito Zemeckis avrebbe usato la stessa tecnica per Beowulf e il suo Christmas Carol con protagonista Jim Carey.

Protagonista del film è un bambino di cui non viene mai rivelato il nome, che ha smesso di credere in Babbo Natale e festeggia con sentimento di disillusione. Non sa se credere o non credere più. Una notte, pochi minuti prima della mezzanotte, il bambino viene svegliato da uno strano rumore e corre fuori con la vestaglia, che si strappa inavvertitamente. Fuori di casa nota una strana locomotiva che sembra spuntata dal nulla e viene esortato a salire dal capotreno (Tom Hanks).

La locomotiva all’interno ha un’atmosfera molto accogliente e calda, nella quale i bambini in viaggio bevono cioccolata calda vestiti in pigiama. Tra i vagoni, il bambino avrà modo di fare amicizia con altri due suoi coetanei con cui completerà il viaggio.

Dopo mille e improbabili peripezie (che li vedranno incontrare uno strano barbone sul tetto del treno e infiltrarsi in una fabbrica di giocattoli, in seguito allo sgancio di un vagone), i bambini riescono finalmente ad arrivare al Polo Nord. Tutti si precipitano in piazza principale dove finalmente arriva anche Babbo Natale, che sceglie il piccolo protagonista per assegnargli il primo regalo. A questo punto il bimbo si deciderà a credere.

“Polar Express” è uno di quei film natalizi che riescono ad ammaliarvi e fanno dimenticare della realtà circostante. Per me, guardarlo è come salire sul treno e ritrovarmi a bere cioccolata calda in direzione Polo Nord (fermata: casa di Babbo Natale).

Il regista riesce a cogliere perfettamente l’innocenza di un bambino che aspetta il Natale come il periodo più bello dell’anno: il periodo dove tutto si riempie di decorazioni, addobbi, luci e si sente profumo di cioccolato e dolci alla cannella nell’aria. Con grande tenerezza riesce a rappresentare l’attesa trepidante con cui tutti i bambini e ragazzini aspettano Babbo Natale che porta i regali. È come vedersi immedesimati sullo schermo con autenticità, sincerità e anche qualche nota ironica.

Inoltre il film è molto bello anche per il messaggio che dà: credere. Penso che a tutti, almeno una volta nella vita sarà capitato di perdersi di coraggio o smettere di confidare in un sogno. Ed è proprio quando smettiamo di crederci che succede qualcosa che ci suggerisce di non abbandonare mai i propri sogni, perché sono in grado di renderci felici sempre. Un sogno non muore mai e affinché questo accada è necessario crederci. Sempre.

Recensione a cura di Serena.



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