Ve ringrazio de core, brava gente,
pé ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore non capite gnente…
Pé st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.
La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.
Mi piacerebbe aprire il secondo giorno con questa poesia di
Trilussa, che preannuncia già l’argomento del nostro approfondimento
quotidiano: il presepe.
A narrare questa breve composizione è proprio Gesù in persona il quale, a distanza di secoli, essendo morto per amore e per salvare gli uomini dal peccato, continua a chiedersi per quale motivo i presepi siano sempre più belli e sfarzosi se poi la gente finisce per odiarsi. Nella poesia, descrive l’usanza di creare presepi
sempre più scenografici e spettacolari, come fosse una gara a chi fa il più
bello. Sembra quasi che più il presepe sia
sfarzoso, più i cuori delle persone siano pieni di freddezza. Nessuno volge la propria attenzione al significato del presepe: un messaggio d'amore, familiarità e condivisione.
Tornando all’approfondimento di questo giorno, le origini del
presepe sono antichissime, già nell’epoca paleo-cristiana, in cui i credenti
solevano dipingere la nascita del bambinello nelle catacombe. La parola presepe
deriva dal latino "praesaepe" che significa "mangiatoia",
letteralmente il "recinto chiuso", dove venivano custodite capre e
pecore. Il primo a creare una
rappresentazione vivente del presepe some oggi lo intendiamo fu proprio San
Francesco d’Assisi nel 1223. Tra i simboli essenziali vi erano già il bue e
l’asino (che rappresentavano il mondo ebreo e quello pagano) e successivamente
si aggiunsero i re Magi a portare i doni per il bambinello (questo aspetto lo
approfondiremo in un’altra casella del nostro calendario). Tra il 1600 e il
1700 cominciano ad aggiungersi delle varianti sul tema, grazie ad alcuni
artisti napoletani che inseriscono nella rappresentazione della Natività
personaggi e scene di vita quotidiana. Oggi il presepe è un pezzo d’arredo di
tutte le case a Natale e non solo: è possibile, ogni tanto vedere dei presepi
viventi sparsi per l’Italia. Molto noti sono, per esempio quello di Custonaci presso la Grotta Mangiapane, quello di Greccio, quello dei Sassi di Matera e Dogliani.


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