martedì 2 dicembre 2025

[Calendario dell'Avvento 2025] Giorno 2: L'origine del presepe e la poesia di Trilussa

 






Ve ringrazio de core, brava gente,

pé ‘sti presepi che me preparate,

ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,

si de st’amore non capite gnente…

 

Pé st’amore sò nato e ce sò morto,

da secoli lo spargo dalla croce,

ma la parola mia pare ‘na voce

sperduta ner deserto, senza ascolto.

 

La gente fa er presepe e nun me sente;

cerca sempre de fallo più sfarzoso,

però cià er core freddo e indifferente

e nun capisce che senza l’amore

è cianfrusaja che nun cià valore.

Mi piacerebbe aprire il secondo giorno con questa poesia di Trilussa, che preannuncia già l’argomento del nostro approfondimento quotidiano: il presepe.

A narrare questa breve composizione è proprio Gesù in persona il quale, a distanza di secoli, essendo morto per amore e per salvare gli uomini dal peccato, continua a chiedersi per quale motivo i presepi siano sempre più belli e sfarzosi se poi la gente finisce per odiarsi. Nella poesia, descrive l’usanza di creare presepi sempre più scenografici e spettacolari, come fosse una gara a chi fa il più bello. Sembra quasi che più il presepe sia sfarzoso, più i cuori delle persone siano pieni di freddezza. Nessuno volge la propria attenzione al significato del presepe: un messaggio d'amore, familiarità e condivisione.

Tornando all’approfondimento di questo giorno, le origini del presepe sono antichissime, già nell’epoca paleo-cristiana, in cui i credenti solevano dipingere la nascita del bambinello nelle catacombe. La parola presepe deriva dal latino "praesaepe" che significa "mangiatoia", letteralmente il "recinto chiuso", dove venivano custodite capre e pecore.  Il primo a creare una rappresentazione vivente del presepe some oggi lo intendiamo fu proprio San Francesco d’Assisi nel 1223. Tra i simboli essenziali vi erano già il bue e l’asino (che rappresentavano il mondo ebreo e quello pagano) e successivamente si aggiunsero i re Magi a portare i doni per il bambinello (questo aspetto lo approfondiremo in un’altra casella del nostro calendario). Tra il 1600 e il 1700 cominciano ad aggiungersi delle varianti sul tema, grazie ad alcuni artisti napoletani che inseriscono nella rappresentazione della Natività personaggi e scene di vita quotidiana. Oggi il presepe è un pezzo d’arredo di tutte le case a Natale e non solo: è possibile, ogni tanto vedere dei presepi viventi sparsi per l’Italia. Molto noti sono, per esempio quello di Custonaci presso la Grotta Mangiapane, quello di Greccio, quello dei Sassi di Matera e Dogliani.

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