Esattamente come tutte le tradizioni di cui ci siamo occupati
negli appuntamenti del nostro calendario dell’Avvento, anche l’argomento di cui
parleremo oggi, ovvero il pupazzo di neve, ha origini antichissime.
Purtroppo, però, non ci sono fonti che attestino il momento
preciso in cui si è affermata tale usanza. A documentare per la prima volta
l’esistenza di un vero e proprio pupazzo di neve è un libro di Bob Eckstein,
intitolato appunto “La storia del pupazzo di neve”. L’autore nel libro
argomenta la presenza di queste figure antropomorfe già nelle
civiltà orientali, soprattutto din Cina.
In Cina era infatti molto comune costruire delle vere e
proprie statue di neve per motivi religiosi, quasi fossero degli idoli da
venerare. In Europa, invece, il pupazzo di neve arrivò nel Medioevo e la prima
documentazione risale al 1380, contenuta nel Libro delle Ore rinvenuto nei
Paesi Bassi.
La prima fotografia conosciuta di un pupazzo di neve è stata
scattata da Mary Dillwyn, intorno al 1853, la prima fotografa donna del Galles.
Ovviamente anche il pupazzo di neve diventerà protagonista di
libri dedicati al Natale, soprattutto per bambini, come Il pupazzo di neve di
Raymond Briggs, del 1978.


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