Con "La nonna sulla montagna", Silvestra Sorbera firma un romanzo delicato e potente, capace di raccontare una delle pagine più complesse e cruciali della storia italiana, la Resistenza, attraverso la lente intima e affettuosa di un legame familiare. La narrazione si muove su un doppio binario temporale. Nel presente troviamo Nora, una studentessa che, per un compito scolastico, decide di intervistare sua nonna Ester. È qui che il passato prende il sopravvento, materializzandosi tra vecchie fotografie sbiadite e biglietti ingialliti dal tempo. Attraverso i ricordi di Ester, il lettore viene trasportato sulle gelide montagne cuneesi durante la Seconda Guerra Mondiale, dove una Ester giovanissima si muoveva in sella alla sua bicicletta. Non una semplice ragazza, ma una staffetta partigiana che sfida la paura e il dolore per trasportare cibo, medicinali e messaggi segreti, offrendo il proprio fondamentale contributo alla lotta per la libertà. Il punto di forza del romanzo risiede nella capacità dell'autrice di calibrare perfettamente la grande Storia con i piccoli, grandi sentimenti privati. Accanto alla tensione delle missioni clandestine e al ritratto del coraggio femminile nell'ombra, emerge la delicatezza dei primi batticuori, come l'amore tra Ester e il giovane Michele nato proprio tra quelle vette fortificate dal pericolo. L'autrice utilizza una scrittura fluida, accessibile ma mai banale, ideale per il pubblico di bambini e ragazzi a cui la collana si rivolge, ma altrettanto godibile per gli adulti. Il libro non si limita a narrare eventi passati, ma lancia un messaggio attualissimo sull'importanza della testimonianza e dell'ascolto. La bicicletta di Ester diventa così il simbolo di un viaggio che continua nel tempo, trasformando i ricordi individuali in memoria collettiva.
"La nonna sulla montagna" è un'opera preziosa che commuove e fa riflettere, ricordandoci che la libertà di oggi è il frutto delle scelte coraggiose di ieri. Un romanzo consigliatissimo per le scuole e per chiunque voglia riscoprire il valore profondo delle nostre radici.
Recensione a cura di Silvia M.
