lunedì 1 giugno 2026

[Recensione] "La sonnambula" di Bianca Pitzorno

 


La sonnambula di Bianca Pitzorno è un romanzo storico vibrante a metà strada tra il genere picaresco e le atmosfere gotiche di fine Ottocento.

La forza del libro risiede nella sua protagonista Ofelia Rossi, una figura complessa, vittima delle convenzioni sociali del suo tempo, che trova il modo di riscattarsi e sfrutta uno strano “dono” su cui non ha il controllo in uno strumento di emancipazione economica e sociale. In una Sardegna postunitaria, ricostruita e descritta con grande cura, l’autrice si muove tra fatti storici reali e suggestioni nate da un vero annuncio d’epoca del 1894 trovato su un vecchio giornale. A Donora, Ofelia Rossi è per tutti “la sonnambula”, una donna capace di dare ascolto e conforto, in una società tipicamente patriarcale, ad altre donne che cercano solo un momento di libertà segreta.

Lo stilo dell’Autrice è raffinato e colto, talvolta venato di una sottile ironia. La trama appassiona e si sviluppa come un affascinante mosaico psicologico, sebbene talvolta lo stile rallenti a causa del racconto di molte vicende, alcune molto intricate, e per la presenza di numerosi personaggi secondari.

La sonnambula è un romanzo che omaggia la resilienza femminile, la capacità di riscatto delle donne. Consigliato a chi ama i romanzi che indagano l’animo umano e quei libri che si rivelano autentici affreschi di storia italiana.

Recensione a cura di Silvia.