I tratti distintivi della
penna di Alice Buzzella sono tutti presenti in “Noa”, delicato retelling della
favola di Pocahontas.
L’eleganza nella
scrittura, lo stile pacato e ricercato, la capacità descrittiva e l’abilità disegnare
i sentimenti dei personaggi emergono tra le righe di questa novella nella quale
Noa ricorda molto la bella Pocahontas, legata alla sua terra, quella riserva
alpina dove vive da sempre e della quale conosce tutto: la fauna e la flora, i
silenzi e i rumori. Noa ama molto la sua terra, la rispetta e trasmette la sua
passione quando guida i turisti alla scoperta di quei paesaggi meravigliosi, in
cui l’uomo vive in simbiosi con la natura ma soprattutto in armonia. Eppure un
giorno anche lì, tra la pace di quelle valli, arriverà chi, incurante di tanta
bellezza, intende violare quell’equilibrio così delicato per raggiungere un
proprio beneficio economico.
L’Autrice è stata molto
abile a far emergere l’animo di Noa, quello di una donna sensibile, dotata però
di una forza e di una determinazione fuori dal comune, capace di lottare per
ciò in cui crede e di non cedere a compromessi. E, come Pocahontas, incontrerà
qualcuno che dovrà decidere da che parte stare, se essere un imprenditore senza
scrupoli oppure più semplicemente un uomo che si arrende di fronte all’amore,
non solo di quel paradiso incontaminato.
Recensione a cura di Silvia

