“Nessun dipinto mi spezzerà il cuore” di Sabrine El Mayel è
molto più di un libro, è un viaggio nella storia dell’arte, che svela le storie
dietro i dipinti più celebri della storia e non solo.
È come entrare in un museo dove si uniscono sia opere più
note che altre meno conosciute, che spaziano in un arco di tempo tra il
Diciannovesimo e il Ventesimo secolo, dall’Europa alle Americhe. È un viaggio
tra storie, pittori e stili che si muovono tra il Realismo, l’Impressionismo,
l’Espressionismo e il Surrealismo.
L’autrice presenta capolavori artistici che hanno fatto la
storia e che vengono presentati ai lettori non solo da un punto di vista
descrittivo, ma indagando con attenzione tutti quei dettagli che agevolano la
comprensione di un opera, come il contesto storico, e, soprattutto, una
significativa analisi psicologica dell’autore. Ciò che aggiunge un tocco
personale al libro è il fatto che ognuna delle opere citate presenta anche un
racconto, in cui l’autrice prova a immaginarne chi siano i personaggi
rappresentati, quale sia la loro storia, cosa abbiano provato nel momento del
ritratto. Inoltre racconta del modo in
cui ogni artista ha immortalato la sua epoca.
A tal punto, mi ha colpito molto il Matrimonio diseguale di
Vasily Vladimirovich Pukirev del 1862. Non conoscevo questo quadro né il
pittore, ma ammetto che la storia mi ha affascinata molto per due aspetti: in
primis, perché l’artista è riuscito a dipingere con grande realismo un
matrimonio combinato, dove è del tutto assente l’amore tra i coniugi, e anche
perché si ispira a una vicenda in particolare realmente accaduta. L’autrice,
infatti, segnala che è stata scoperta l’identità della ragazza nel dipinto
tramite un altro ritratto di un tale Vladimir Sukhov.
Questo, tuttavia, non è l’unico caso citato. L’autrice,
infatti, approfondisce molto anche Ofelia, di John Everett Millais, la cui
modella trova il suo volto in Elizabeth Siddal. La sua è una storia che
intreccia arte e tragedia. Fu, infatti, costretta a posare per varie ore in una
vasca d’acqua fredda e, a seguito di quanto accaduto, rimase a letto per varie
settimane per via di una brutta polmonite.
Il libro, però, non parla solo di arte, parla anche d’amore.
Raccontando di artisti come Frida Khalo e Amedeo Modigliani racconta quanto i
loro partner siano stati importanti per la loro produzione artistica.
Credo che sia proprio questo il particolare che mi ha colpito
di più: la capacità dell’autrice di riuscire ad andare oltre la tela, nei
meandri delle emozioni che hanno segnato ogni dipinto, talvolta fino a
commuoversi, con il pensiero che forse ci sarà un dipinto che potrà spezzarci
il cuore.
Aggiungo che all’inizio e alla fine sono presenti dei
bellissimi quadri realizzati dall’autrice allo stile di Modigliani, che conferiscono
al libro un tocco ancor più elegante al libro.
Recensione a cura di Serena.


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