lunedì 27 luglio 2026

[Recemsione] "L'hacker di Northingham" di Alessia Cannizzaro

 

“L’hacker di Northingham” di Alessia Cannizzaro offre un’originale rivisitazione della favola di Robin Hood in chiave moderna.

Il protagonista è Robin Carter, di umili origini, un brillante studente di informatica e infallibile hacker che riesce a penetrare nel sistema della prestigiosa Northingam University e a intitolare una borsa di studio a sé stesso. L’Università, tuttavia, non è un ambiente del tutto rose e fiori, dal momento che i vari studenti appartengono a classi sociali diverse. Gli studenti più abbienti, però, sono quelli che godono dei maggiori privilegi. Tra questi vi è anche Marian Whitmore, la figlia del rettore, verso cui Robin nutre una certa simpatia, ma di cui non sa se fidarsi o meno.

Un giorno Robin riceve una comunicazione: serve la modica cifra di tredicimila sterline per modificare il colore delle divise di baseball. Decide così di entrare nel sistema dell’università, manomettere alcuni numeri e assegnare dei buoni agli studenti meno benestanti da spendere in materiale scolastico.

Dal giorno successivo comincia una vera e propria “caccia all’untore” per smascherare l’identità del misterioso hacker. Sopraggiunge, così, una sfida per Robin: dovrà capire di chi può fidarsi e da chi deve tenersi lontano.

Il nuovo libro di Alessia Cannizzaro rivisita brillantemente la favola di Robin Hood soprattutto per il modo in cui viene attualizzata e proiettata in un contesto verosimile: un’università d’élite, che si trasforma in un dedalo in cui differenze sociali non vengono livellate, ma accentuate da una gestione fortemente arbitraria. Questo è proprio uno dei tratti più particolari dell’autrice: quello di saper raccontare una storia sempre in modi diversi e mai scontati.

Sicuramente la narrazione viene resa anche credibile dal fatto che a raccontare la storia è proprio Robin dal suo punto di vista: quello di uno studente non benestante e, soprattutto, di un hacker esperto! Vorrei, a tal proposito, sottolineare la bravura dell’autrice nell’utilizzare un lessico altamente specifico e tecnico da far pensare che, in alcuni punti, il libro sia stato scritto proprio da un hacker!

Inoltre, la storia invita a riflettere sulle differenze sociali nella realtà: benché venga ambientata in una prestigiosa università, la storia narrata potrebbe verificarsi in qualsiasi parte del mondo.

Recensione a cura di Serena.




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