martedì 16 dicembre 2025

[Calendario dell'Avvento 2025] Giorno 16: Recensione di "C'è post@ per te" (1998)

 



Tra i vari classici c’è un altro film che vorrei proporvi: si tratta di “C’è post@ per te” (1998) di Nora Ephron con Tom Hanks e Meg Ryan, che si erano trovati a recitare insieme già qualche anno prima in “Joe contro il vulcano” (1990) e “Insonnia d’amore” (1993).

Immaginate di conoscere una persona e di trovarvela davanti senza sapere chi è. Questo è quello che accade ai due protagonisti, Kathleen e Joe, che si scrivono via e-mail senza conoscersi, celandosi dietro i nomi di Shopgirl e NY152. Lei gestisce la libreria di famiglia, ereditata da sua madre, lui è un imprenditore del settore dei libri e dell’editoria dell’azienda Fox. Quando la Fox apre un punto vendita di fronte il negozio di Kathleen, la libreria imbocca una parabola discendente, benché Kathleen continui a lavorare per aumentare l’interesse altrui verso il suo piccolo negozio.

Mentre Kathleen battibecca di frequente (e inconsapevolmente) con Fox sull’apertura del suo negozio freddo e impersonale, nel frattempo si sfoga con lo stesso via email sulla sua tristezza riguardo la parabola decadente (e prossima chiusura) dell’amata libreria.

Il film è costellato anche da siparietti molto divertenti in cui si intervallano scene di corrispondenza e piccoli battibecchi tra i protagonisti, che avvengono sempre con un andamento molto leggero e piacevole. Soprattutto, quello che mi piace – e che non mi fa stancare mai- è la sua atmosfera, capace di diffondere calore e ottimismo al di là dello schermo. Proprio per questa caratteristica il film risulta piacevole da seguire, leggero e interessante allo stesso tempo. La trama romance è davvero qualcosa di immancabile nei film natalizi

Il fatto che i protagonisti si conoscano online e decidano solo in un secondo momento in presenza lo rende molto attuale.

lunedì 15 dicembre 2025

[Calendario dell'Avvento] Giorno 15: I tre re Magi nel racconto di Marco Polo

 




Marco Polo era un commerciante, nato nel 1254 a Venezia per poi partire, a soli diciassette anni, con il padre e lo zio alla volta dell’Estremo Oriente, per esattezza in Cina, dove diviene uomo di fiducia dell’imperatore Kublai Khan. Il libro è un vero e proprio viaggio che attraversa per intero il Continente Asiatico e si articola in descrizioni di luoghi e regni e racconti di leggende dell’antichità. Una di queste storie riguarda proprio i Re Magi (Capitoli XXXI-XXXII):

«In Persia è la città Sava, dalla quale partirono i Re Magi quando andarono ad adorare Gesù Cristo. […] Si chiamavano Baldassarre, Gaspare e Melchiorre. A molti cittadini messer Marco domandò di quei Re Magi ma nessuno seppe rispondergli: dicevano che erano tre sepolti lì da molto tempo. Ma poi riuscì a sapere cose che vi dirò subito. A tre giorni di cammino da Sava egli trovò un borgo chiamato Cala Ataperistan che vuol dire castello degli adoratori di fuoco. Nome veritiero perché gli abitanti di questa terra adorano il fuoco. E spiegano così perché lo adorano. Raccontano quelli del luogo che tanto tempo fa tre re della loro regione andarono a visitare un profeta nato da poco; e portarono con loro tre offerte, oro, incenso, mirra, per poter riconoscere se quel profeta era Dio, re o sapiente. […] Lo adorarono e gli offrirono oro, incenso e mirra e il bambino prese tutte e tre le offerte; poi dette loro un bossolo chiuso. E i tre partirono per ritornare ai loro paesi.

«Quando ebbero cavalcato per diverse giornate dissero che volevano vedere il dono del bambino. Aprirono il bossolo e trovarono dentro una pietra. Si fecero gran meraviglia di questo dono e ragionarono a lungo su cosa potesse significare. Il bambino aveva dato loro la pietra intendendo dire che dovessero essere fermi come pietra nella loro fede che avevano intravisto. Infatti, quando i tre re avevano visto che il bambino aveva preso tutte e tre le loro offerte, avevano concluso che egli era Dio, re e sapiente; e il bambino, sapendo che nei re era nata la fede, aveva dato la pietra significando che restassero fermi e costanti in ciò che avevano creduto. Ma i tre re, non essendo riusciti a capire bene il significato di quel dono, presero la pietra e la gettarono in un pozzo; e appena ebbero gettato la pietra, scese dal cielo un fuoco ardente e calò dritto sul pozzo. A vedere il prodigio i tre rimasero addirittura stupefatti e si rammaricarono per aver gettato via la pietra; avevano capito che quello era un grande e mirabile segno. Così presero di quel fuoco e lo portarono al loro paese per custodirlo in una chiesa bella e ricca dove da allora arde perennemente, adorato come un Dio».

Il brano che ci viene riportato spiega chiaramente la simbologia dei doni che i Magi offrirono al bambinello e ne esplicita anche il significato. L’oro si collega analogicamente alla figura del re, l’incenso a quella di un Dio e la mirra a quella di un sapiente.

Inoltre Marco Polo scrive anche una parte poco conosciuta, probabilmente omessa dalle Sacre Scritture, che riguarda il dono che il fanciullo diede ai Magi per ricambiare: ovvero una pietra, in simbolo di fermezza nella fede che avevano appena conosciuto.

Ovviamente non bisogna confondere il racconto di Polo con quello Biblico, i quali differiscono sotto due punti di vista; infatti, Marco Polo racconta la vicenda sia da un punto di vista storico che geografico (vista la descrizione del territorio di provenienza dei re, inoltre è omessa la parte riguardante la stella cometa che viene invece nominata nella narrazione biblica), mentre la Bibbia racconta tutto da un punto di vista religioso, evidenziando il fenomeno della nascita di una nuova corrente religiosa dalla vista della fiamma ardente.

Tuttavia, anche nel brano de “Il Milione” non mancano riferimenti a carattere religioso, ad esempio il fuoco simboleggia la fede, esattamente come nella tradizione cristiana, e spiega perché i persiani, in antichità, adorassero il fuoco.

Personalmente penso anche che Marco Polo, avendo visitato quelle terre direttamente, avesse notizie più affidabili circa il territorio e le usanze caratteristiche di quel popolo.

domenica 14 dicembre 2025

[Calendario dell'Avvento] Giorno 14: Santa Claus is coming to town

 



You’d better watch out, you’d better not cry…Sono queste le prime parole della celebre canzone Santa Claus is coming to town, di cui oggi parleremo.

È una canzone nata negli Stati Uniti nel 1932, quando Haven Gillespie si trovava in un bar dove scrisse il testo della canzone sul retro di una busta. Il compositore, rivolgendosi forse a un bambino, gli dice di comportarsi bene perché Babbo Natale sta arrivando ed è in grado di capire chi si è comportato bene e chi male.

A comporre le melodie fu J. Fred Coots, grazie alla sua amicizia con Gillespie. I due tentarono a lungo di trovare un interprete, finché non si unì a loro Eddie Cantor.

La prima versione, tuttavia, fu registrata il 24 ottobre 1934 da George Hall and the Hotel Taft Orchestra e Sonny Schuyler. Anno dopo anno, divenne una canzone sempre più caratterizzante del natale, guadagnando sempre più versioni nel corso del tempo.



sabato 13 dicembre 2025

[Calendario dell'Avvento 2025] Recensione: The family man (2000) di Brett Ratner

 



C’è un film che è diventato un classico, un capolavoro che è impossibile non guardare: si tratta di The family man, con Nicholas Cage e Tea Leoni.

Nicholas Cage interpreta Jack Campbell, un uomo che dice di avere tutto. Ricco, proprietario di un bell’appartamento, di una macchina lussuosa e vestiti firmati, ed è presidente di un’azienda a Wall Street.

Tutto cambia dopo un incontro inaspettato in un negozio di generi alimentari, quando si ritrova a sedare una rapina a mano armata. Fuori dal negozio, il rapinatore gli chiede di cosa ha bisogno, Jack risponde di avere tutto.

Il giorno dopo, ogni cosa cambia: Jack si ritrova nel giorno di natale a casa della sua ex fidanzata Kate, che aveva lasciato in seguito a un percorso di studio e lavoro a Londra. In preda al caos, scopre di trovarsi in una sorta di realtà alternativa, dove è sposato con Kate e con la quale vive in una casetta molto accogliente con i figli e il loro golden retriever.

Con il passare del tempo, dovrà imparare ad adattarsi alla “nuova realtà”: questo comporterà essere un marito fedele e un padre pronto ad assecondare i figli, a portare a spasso il cane, a lavorare presso un gommista e a riprendere la sua vecchia vita.

È proprio in questo periodo che Jack capisce di non aver avuto proprio tutto.

Ogni anno è impossibile non guardare questo film. È uno di quelli che non riesci a lasciare a metà, che ti coinvolgono fino alla fine portandoti a riflettere su moltissime tematiche. In primis è come se continuasse a chiederti: “Sei sicuro di avere tutto?” Ed è proprio in quel momento che ti aiuta a concentrarti su ciò che hai o no.

Il film mette al centro dell’attenzione il tema della famiglia, quel nucleo fatto di semplici cose, parole e atte, ma che sono in grando di rendere incredibilmente felici. La “nuova vita” di Jack e Kate non è costruita sui soldi, che non necessariamente portano alla felicità, ma su una scelta di amore e affetto.

A proposito, è naturale rivolgere un pensiero anche alle amicizie più sincere, quelle che non ci abbandoneranno mai, e che Jack riscopre.

La storia viene ogni volta raccontata con una tenerezza infinita, che riscalda il cuore e commuove.



venerdì 12 dicembre 2025

[Calendario dell'Avvento 2025] Ricetta del tronchetto di cioccolato



Ingredienti

·       5 uova;

·       70 grammi di zucchero;

·       1 fialetta di aroma alla vaniglia;

·       80 ml di olio di semi di girasole

·       40 g di amido di mais;

·       15 g di cacao amaro;

·       250 g di crema di nocciole;

·       500 ml di panna (va bene anche la panna vegetale);

·       25 g di farina di cocco per decorare (facoltativa).

Procedimento

1.       Separiamo gli albumi dai tuorli. Montiamo a neve ferma gli albumi e aggiungiamo lo zucchero. Mescoliamo con una frusta a mano (anche se vanno bene pure le fruste elettriche) per incorporare tutti gli ingredienti e mantenere il composto spumoso. Continuando a mescolare aggiungiamo i tuorli uno per volta. Infine, aggiungiamo l’aroma di vaniglia. Ora versiamo l’olio di semi, quando è incorporato passiamo all’amido di mais setacciato e per ultimo il cacao amaro.

2.       Versiamo l’impasto in una teglia 35 x 35 cm, rivestita di carta forno. Distribuiamo bene con una spatola. Inforniamo a 180 °C con il forno statico per 15 minuti, oppure a 170 °C con il forno ventilato per 15 minuti. Una volta sfornato lasciamo raffreddare e sostituiamo il foglio di carta forno usato in cottura con uno pulito.

3.       Spalmiamo la crema alla nocciola su tutta la base. In una ciotola capiente montiamo a neve la panna zuccherata e incorporiamo la farina di cocco. Versiamo metà della panna sulla base e livelliamo bene con una spatola. Delicatamente, arrotoliamo il tronchetto. Aiutiamoci con il foglio di carta forno che dovrà avvolgere tutto il rotolo. Mettiamo in frigorifero per un’ora.

4.       Trascorso il tempo possiamo farcire il tronchetto innevato di Natale. Cominciamo a tagliare ed eliminare due fette sottili alle estremità per rifilare i bordi. Ora dobbiamo creare un ramo da attaccare al tronco principale. Tagliamo in diagonale una bella fetta lunga qualche centimetro. Attacchiamo la fetta di sbieco sul tronchetto. Spalmiamo tutta la panna rimasta sul tronchetto lasciando libere le estremità per mostrare l’interno bicolore. Passiamo una forchetta con movimenti ondulati per decorare tutta la superficie del tronchetto. Spolverizziamo con farina di cocco. Infine, decoriamo a nostro piacimento: potremo utilizzare decorazioni di zucchero, ribes oppure anche foglioline di pungitopo.

Il tronchetto è pronto per essere servito e gustato con i vostri cari!


 

giovedì 11 dicembre 2025

[Calendario dell'Avvento 2025] Giorno 11: "Io sono Babbo Natale" (2021) di Edoardo Falcone

 




Oggi mi piacerebbe consigliarvi un film, una commedia di Natale all’italiana: si tratta di “Io sono Babbo Natale” uno degli ultimi film di Gigi Proietti, qui in collaborazione con Marco Giallini.

Il film inizia con un piccolo preambolo del Natale del 1975:il piccolo Ettore non trova i regali sotto l’albero, come succede da qualche anno. Scrive così una lettera a Babbo Natale, dicendogli di voler prendere il suo posto e diventare un bambino più buono. Nonostante questo, Ettore diventa un delinquente e si trova spesso in carcere. Quando esce nel 2019, scopre che sua moglie, con cui ha avuto una figlia, l’ha lasciato.

Ritrovatosi da solo, va a dormire in un parco dove incontra un uomo che si chiama Nicola e dice di avere ben 125. Benché in un primo momento Ettore cerchi di derubarlo o non si mostri gradevole nei suoi confronti, durante il film inizia a essere sempre più tranquillo e tollerante, finché Nicola non gli rivela la verità sulla sua identità: dice di essere il vero Babbo Natale e di essersi trasferito a Roma da Rovaniemi per problemi di salute.

Durante il film, Ettore diventerà sempre più consapevole delle sue azioni passate e a fare amicizia con Babbo Natale, con il quale instaurerà un rapporto di cooperazione, e con i suoi amici elfi.

Guardare questo film è stato davvero divertente: vedere un Babbo Natale romano è stato tanto insolito quanto  piacevole.

È una di quelle commedie che riescono a farvi ridere ma anche a farvi riflettere sui propri sbagli, quasi fosse una forma di umorismo. È quello che fa anche Ettore nel corso della storia: si troverà spesso a guardare ai suoi misfatti, ma allo stesso tempo tenterà di andare avanti e superarli, magari facendo qualcosa di buono nella sua vita.

Ettore è un personaggio che attraversa un evoluzione: dagli atti di delinquenza al riscatto personale, dalla perdita di ogni rapporto al recupero della relazione con la moglie e l’inizio di una nuova amicizia proprio con Babbo Natale.

Recensione a cura di Serena



mercoledì 10 dicembre 2025

[Calendario dell'Avvento 2025] Giorno 10: Recensione di "Il club dell'uncinetto" di Marta Marchese

 


Il Natale è per molti il periodo più bello dell'anno, la festa per eccellenza da trascorrere in famiglia, ma non è così per Emma che avverte quel primo Natale da divorziata come il periodo più triste.

Emma vive male l'abbandono del marito, il matrimonio fallito, quel figlio che non è mai arrivato.

Vive una vita di giorni tutti uguali, senza gioia e senza scopo, nel silenzio di una casa diventata troppo silenziosa, con un carico di ricordi che sono un pesante fardello da portare.

Finché un giorno il destino sembra bussare alla sua porta. Emma si imbatte in un bizzarro volantino nel quale si fa la reclame a un Club dell'uncinetto, con tanto di via e di numero civico.

In un primo momento, la donna getta il via il volantino, ma subito dopo d'istinto lo recupera e decide di andare a dare un'occhiata al Club.

Arriva davanti a un cottage, pigia il campanello e ad aprirle sarà una simpatica donna avanti con gli anni che la accoglierà all'interno della sua casa, dove ci sono altre donne, anch'esse non più giovanissime, che ogni giovedì si incontrano e realizzano capolavori all'uncinetto. C'è solo un problema: Emma non sa cosa sia l'uncinetto!

Eppure, tra una chiacchiera e una tezza di té fumante, tra succulenti torte e deliziosi biscotti, tra Emma e le signore dell'uncinetto si instaura un rapporto familiare, fatto di calore e confidenze, di amiciza e supporto.

Emma sarà coinvolta dalla magica atmosfera del Natale e pian piano riprenderà a sorridere. Il casuale incontro con un bel giardiniere sarà un piacevole imprevisto nella vita della donna, ma niente è facile e scontato. Ogni vita nasconde un segreto ed Emma lo scoprirà grazie all'acquisto dell'albero di Natale!

"Il club dell'uncinetto" è un gradevole cozy book che racchiude in appendice le ricette dei dolci, dei biscotti e degli infusi di té citati nel libro.

Si tratta di una novella natalizia delicata che riscalda il cuore e che fa sperare nel valore e nel potere dell'amicizia.

Cinque stelle meritate per anche per le illustrazioni contenute nel libro e la splendida cover!

Recensione a cura di Silvia M.