mercoledì 27 luglio 2022

[Recensione]"L'indimenticabile incontro" di Michele Mogavero

 

"Non ti stancare mai di cercare ciò che veramente ti può dare gioia"

“L’indimenticabile incontro” di Michele Mogavero è un appassionante romanzo che racconta la formazione da fotografo di Andrea, un ragazzo universitario che divide la sua vita tra il piccolo paese di Vallearsa (di cui è originario) e Palermo, la città in cui studia. In settimana segue gli studi all’università, mentre torna a Vallearsa per i weekend. Andrea ha una grande passione: la fotografia; ama scattare foto ovunque vada e vorrebbe diventare un fotografo di professione, ma in pochi credono nel suo sogno. A Palermo ha affittato un appartamento dove vive con altri due studenti, Franco e Ignazio, grazie al quale viene a conoscenza di Carla, una ragazza che sta reclutando un gruppo di giovani svegli e volenterosi per aiutare la sua famiglia con la raccolta delle olive. Andrea decide di dare una mano e, mentendo ai suoi genitori con la scusa di dovere restare fuori tutta la settimana per lo studio, parte con Carla e dei suoi amici verso il baglio di famiglia.

Una volta arrivato al baglio, Andrea conoscerà la signora Elda (zia di Carla), che da giovane è stata una fotografa e gli racconterà del suo lavoro e della sua carriera, dei suoi numerosi scatti in diversi posti in tutta Italia e del suo unico grande amore, Silvano. Elda allora chiederà ad Andrea di accompagnarla in un viaggio per ritrovare l’uomo della sua vita.

Questo romanzo mi è piaciuto molto perché tratta delle tematiche molto mature e profonde; una delle principali è il sogno. Ognuno di noi è pieno di sogni che vorrebbe inseguire e che possono realizzarsi solo se ci si crede profondamente, infatti sarà proprio Elda a incoraggiare Andrea a inseguire il suo sogno di diventare fotografo. Nel libro, inoltre, sono descritti molto accuratamente i cambiamenti della società che vanno avanti nel tempo con il proseguimento del racconto di Elda, alla quale sono collegati anche i temi dell’amore, della verità e del rimorso, che assumeranno interessanti sviluppi nel corso della storia.

Voglio sottolineare, inoltre, che il libro è pieno di frasi molto riflessive che mi hanno portata a pensare che questo romanzo sia un racconto autobiografico e gli avvenimenti raccontati siano accaduti per davvero. Una lettura davvero piacevole, rilassante e coinvolgente, sebbene talvolta descrizioni approfondite rallentino il ritmo narrativo.
Recensione a cura di Serena.
L'autore: Michele Mogavero


Michele Mogavero (1975) vive e lavora a Palermo ma è originario di un piccolo paese (Aliminusa) delle Madonie.
Appassionato di fotografia inizia i suoi primi scatti all'età di seidici anni. Dopo la Laurea in DAMS ha continuato ad occuparsi di Foto documentarismo, per poi passare alle foto di paesaggi e ritratti e alla fotogravia di teatro (teatro Massimo di Palermo). Ricercatore di fondi fotografici sicialiani. Presente in mostre collettive e Personali. Con particolare interesse si dedica alla fotografia mirata alla valorizzazione delle tradizioni e dei costumi siciliani.
"L'indimenticabile incontro" è il suo romanzo d'esordio.




lunedì 18 luglio 2022

[Recensione] "Anne di tetti verdi" di Lucy Maud Montgomery

 


"È meglio avere qualcosa da sognare, vero?" 

“Anne di Tetti verdi” è uno dei romanzi più celebri di Lucy Maud Montgomery, primo volume di una saga cui seguiranno altri otto libri che avranno per protagonista una simpatica ragazzina dai capelli rossi che si chiama Anne.

Il primo volume introduce il paesino di Avonlea, dove vivono i fratelli Mattew e Marilla Cuthbert che,  ormai anziani, decidono di adottare un ragazzo che li possa aiutare nei campi. Quando Mattew si avvia alla stazione per andare a prendere il nuovo ragazzo avrà una sorpresa: al suo posto troverà una ragazzina molto minuta, con le trecce rosse e gli occhi chiari, ma allo stesso tempo molto chiacchierona e dotata di grande fantasia. Dice di chiamarsi Anne. Arrivata a casa, Marilla rimane molto sorpresa mentre Mattew le spiega che c’è stato un errore all’orfanotrofio di provenienza di Anne; infatti a causa di troppi passaparola è stata mandata lei, non un maschio. Marilla decide inizialmente di mandare Anne indietro o di darla in adozione ad un’altra signora, ma ripensandoci decide successivamente di tenerla.

Anne, rimasta orfana da entrambi i genitori, è una bambina che ha bisogno di affetto, di essere educata e  di amici. Allo stesso tempo è capace di vedere un lato buono dietro ogni cosa e quindi non si abbatte d’animo facilmente. È molto romantica e dotata di una fervida immaginazione, con la quale riesce quasi a “incantare” alcune persone che le stanno accanto, ma a volte infastidisce Marilla. Grazie alla sua immaginazione riesce infatti a conquistare Diana, che diventerà la sua migliore amica, e la signora Lynde, la vicina di casa.

Ho adorato questo libro, l’ho trovato semplicemente delizioso sia per la storia che per le tematiche trattate, tra queste l’importanza dell’affetto familiare. I genitori dovrebbero dare il meglio per fare sentire il proprio figlio a suo agio, così faranno infatti Marilla e Mattew. Anne è una bambina molto dotata di fantasia, ed è quindi un personaggio molto ottimista e dimostra quanto sia importante vedere un lato buono dietro ogni cosa (un insegnamento molto importante a i giorni nostri!); è inoltre piena di entusiasmo e riesce anche ad essere testimone di quanto sia importante avere dei buoni amici con cui condividere le proprie emozioni. Infine un altro tema che compare spesso nel corso della storia è la fede, infatti Anne apprende anche grazie a Marilla di avere un Signore che non l’abbandonerà mai.

Recensione a cura di Serena.

L'autrice: Lucy Maud Montgomery


Nata a Clifton (Isola del Principe Edoardo), Lucy Maud Montgomery (1874-1942) è autrice di un numero considerevole di titoli, fra racconti brevi, componimenti poetici, romanzie e saggi. Dei ventuno romanzi, oltre ai nove che compongono la saga di Anne (Anne of Green Gables; Anne of Avonlea; Anne of the Island; Anne's House of Dreams; Rainbow Valley; Rilla of Ingleside; Anne of Windy Poplars; Anne of Ingleside; The Blytes are Quoted), ricordiamo almeno la trilogia scritta fra il 1923 e il 1927 e dedicata a un'altra orfana, Emily (Emily of New Moon, Emily Climbs e Emily's Quest) e ancora Kilmeny of the Orchard; The Story Girl; The Golden Road; Magic for Marigold; The Blue Castle.

Biografia trascritta dal retro di copertina.



lunedì 11 luglio 2022

[Recensione] "Piccione Picciò" di Catena Fiorello Galeano


Le difficoltà ci aiutano a dimostrare a noi stessi che possiamo superare prove difficilissime! Basta volerlo e avere fiducia nelle proprie risorse!


"Piccione Picciò" è una bellissima storia di amicizia tra un piccione e un bambino, che mi ha colpita molto perché riesce a dare dei messaggi molto importanti. 

Il libro si apre con la storia di Picciò, un piccione che da piccolo ha avuto difficoltà a lasciare il nido, chiamato teneramente nidocasetta , per spiccare il volo, a causa di una profonda insicurezza. Picciò e i suoi simili sono presi di mira dai pregiudizi degli umani non appena vengono a "fargli visita" poggiandosi sulle ringhiere dei balconi, i quali li cacciano pensandoli come degli uccelli portatori di disordine e sporcizia. Sono, però, inconsapevoli di sbagliarsi.

La vita di Picciò subisce una svolta quando incontra Matteo, un bambino di nove anni che frequenta la quarta elementare e vive con la madre. Matteo cerca un amico a causa dell'assenza dei genitori, dovuto al loro amore, ai loro impegni di lavoro e anche a dei bulli che lo prendono di mira a scuola. Matteo, però, non cerca un amico qualsiasi (come la sua babysitter), vuole qualcuno con cui potersi confidare, con cui potere parlare e fare amicizia. Non appena si incontrano e iniziano a parlare, i due scoprono di avere molte cose in comune e decidono di essere amici e di supportarsi in ogni situazione.

Questa storia tratta come tema principale l'amicizia. L'amicizia è un valore molto prezioso, da custodire e condividere. Avere un amico al proprio fianco è molto importante in qualsiasi momento, sia in quelli più felici che possono essere vissuti insieme, sia in quelli più bui dove ci si supporta a vicenda, esattamente come Matteo e Picciò. Un altro tema che compare frequentemente nel corso della storia è il pregiudizio, che rappresenta un ostacolo da superare, ne è un esempio proprio Picciò, che invece di essere un piccione "irrispettoso" si rivela essere molto fedele. Infine un altro tema di rilevante importanza è il bullismo, che rappresenta un altro ostacolo da eliminare nella società di oggi e dal quale se ne può uscire in diversi modi, tra questi anche il supporto di un amico.

Catena Fiorello tende ad affrontare queste tematiche con molta leggerezza e con la tecnica dell'umorismo, due caratteristiche che rendono la lettura scorrevole, riflessiva e molto piacevole.

Recensione a cura di Serena.

L'autrice: Catena Fiorello Galeano

Catena Fiorello Galeano (Catania, 1966) è una scrittrice siciliana. Per Rizzoli sono usciti con successo Casca il mondo, casca la terra nel 2011, Dacci oggi il nostro pane quotidiano nel 2013 e Un padre è un padre nel 2014; nel 2017 ha pubblicato Un amore tra le stelle per Baldini & Castoldi. Per Giunti ha pubblicato L'amore a due passi nel 2016,  Tutte le volte che ho pianto nel 2019 e Picciridda nel 2017, dal quale è stato tratto l'omonimo film diretto da Paolo Licata. Nel 2021 ha pubblicato Piccione Picciò (suo debutto nella letteratura per ragazzi) e Amuri, sempre per Giunti.
Nel 2020 è uscito il primo capitolo della fortunatissima saga Le Signore di Monte Pepe , ovvero Cinque donne e un arancino , nel maggio del 2022 è uscito il secondo capitolo mentre I cannoli di Marites .


mercoledì 6 luglio 2022

Segnalazione: "Balarm Mandala: Memorie mandaliche di una cittadina metropolitana nella Palermo di inizio millennio" di Rosalia Sconzo

 


Autrice: Rosalia Sconzo;
Genere: narrativa contemporanea;
Casa editrice: PAV Edizioni;
Trama: Nei primi anni Duemila, Moe, l'io narrante di questa storia, è una neolaureata in Lettere, divisa tra l'attitudine alla riflessione e all'approfondimento e la fascinazione per la moda e la ricerca della leggerezza. La laurea non è un traguardo come pensava, segnando per lei solo l'entrata nell'agone dell'esistenza. L'approccio difficile e deludente con il mondo del lavoro, l'incontro con un ragazzo che non ricambia i suoi sentimenti, il tradimento di amici e familiari la pone di fronte a mille problemi, soprattutto quando, verrà a conoscenza di una sconvolgente verità che riguarda lei stessa e la sua famiglia e si troverà di fronte a scelte difficili... 
Link d'acquisto: Balarm Mandala (Amazon)

martedì 28 giugno 2022

[Recensione] "Viola Giramondo" di Teresa Radice e Stefano Turconi


"E' questo il segreto, sai? Trattieni solo veramente quando lasci andare!"

Oggi vi lascerò una recensione più particolare delle altre, perché il libro di cui vi parlerò non è "tutto parole e righe", ma è un fumetto edito dalla casa editrice Tunué che vi porterà in vari posti del mondo: il fumetto è Viola Giramondo .

Ho letto questo libro quando ero piccola e devo dire di averlo semplicemene adorato per vari motivi, tra i quali la sua bellissima e avvincente storia, che ha per protagonista Viola Vermeer, una ragazzina francese che vive a Parigi, i cui genitori lavorano nell'illustre e tanto apprezzato "Cirque De La Lune" (Circo della Luna), fondato dai nonni. E' un circo speciale, perché unisce insieme moltissime culture da tutte le parti del mondo e, di conseguenza, spettacoli con esibizioni sempre diverse e molto originali; Viola descrive ad esempio il numero della madre, ovvero la donna cannone, e quello del padre, che è un incantatore di insetti. E non solo. Ovunque vada il circo, trova persone interessanti che sono disposte a condividere con il pubblico i propri talenti in ogni ambito. Anche Viola ha un talento: è una trapezista insieme a Samir, suo grande amico e compagno d'avventure, con quale il passa la maggior parte del suo tempo divertendosi e talvolta cacciandosi nei guai.

Proprio per questo motivo Viola è una ragazzina "fuori dalle righe", è diversa da altre ragazzine che incontra a scuola, il che è una caratteristica che l'avvantaggia, ma a volte no.

Questo libro sa essere divertente, interessante, piacevole, scorrevole  e allo stesso tempo molto profondo per i messaggi al suo interno contenuti. Ho apprezzato inanzitutto la storia, perché Viola è un personaggio molto allegro che vi trascinerà nelle sue avventure facendovi divertire e intrattenedovi con diversi aneddoti da varie parti del mondo. Il libro infatti riesce ad unire  diverse culture e tradizioni (come detto precedentemente) tra le sue pagine, anche perché è possibile vedere delle vignette scritte in diversi alfabeti (ad esempio in cirillico o arabo) e in diverse lingue, il che suscita interesse e curiosità nel lettore. La sua scorrevolezza è dovuta anche al formato, ovvero al fumetto, che dà al lettore un senso di rilassatezza e lo invoglia a guardare i suoi splendidi disegni. Non è da nascondere infine il fatto che il libro contiene diversi colpi di scena, dove vengono nascosti dei messaggi molto significativi che incitano il lettore ad andare oltre le aspettative ed i pregiudizi e ad avere una mente aperta.

Recensione a cura di Serena.

Gli autori: Teresa Radice & Stefano Turconi


Teresa Radice (1975) è una sceneggiatrice di graphic novel. Nel 2003 ha collaborato per la prima volta con Stefano Turconi, illustratore, con la storia Legame invisibile. Da lì è iniziato il loro sodalizio artistico e non solo: si sposano infatti l'anno seguente. Hanno all’attivo collaborazioni con Topolino (di loro creazione è la saga Pippo Reporter), Witch, PK, MM, X-Mickey, Fairies, Wondercity, con editori come Disney, PIEMME, EL, DeAgostini, B&CDalai, Terredimezzo, Tunué, Bao Publishing.
Amano confrontarsi con i lettori più giovani tenendo laboratori creativi di scrittura e disegno per scuole elementari e medie.
Nel 2013 pubblicano con Tunué Viola Giramondo, che vince il Premio Boscarato nel 2014 come Miglior fumetto per bambini/ragazzi.
Nel 2015 pubblicano con Bao Publishing il graphic novel Il porto proibito. Nel 2017, sempre per lo stesso editore danno vita alla serie per Bambini Orlando Curioso e pubblicano il graphic novel, Non stancarti di andare. Nel 2018 esce Tosca dei Boschi (Bao Publishing).

Stefano Turconi (Castellanza 1974) è un illustratore di graphic novel. Nel 2003 ha collaborato per la prima volta con Teresa Radice,sceneggiatrice, con la storia Legame invisibile. Da lì è iniziato il loro sodalizio artistico e non solo: si sposano infatti l'anno seguente. Hanno all’attivo collaborazioni con Topolino (di loro creazione è la saga Pippo Reporter), Witch, PK, MM, X-Mickey, Fairies, Wondercity, con editori come Disney, PIEMME, EL, DeAgostini, B&CDalai, Terredimezzo, Tunué, Bao Publishing.
Amano confrontarsi con i lettori più giovani tenendo laboratori creativi di scrittura e disegno per scuole elementari e medie.
Nel 2013 pubblicano con Tunué Viola Giramondo, che vince il Premio Boscarato nel 2014 come Miglior fumetto per bambini/ragazzi.
Nel 2015 pubblicano con Bao Publishing il graphic novel Il porto proibito. Nel 2017, sempre per lo stesso editore danno vita alla serie per Bambini Orlando Curioso e pubblicano il graphic novel, Non stancarti di andare. Nel 2018 esce Tosca dei boschi (Bao Publishing).



Tutte le biografie degli autori sono state trascritte da https://www.ibs.it




martedì 21 giugno 2022

Segnalazione: "NAP- non avere paura" di Annalisa Baeli

 

Autrice: Annalisa Baeli;

Genere: Romance;

Casa editrice: PAV edizioni.

Trama: Jamie Price ha 27 anni e insegna all’asilo dell’orfanotrofio. La madre l’ha abbandonata molto piccola lasciandola insieme al padre, Terence, un uomo più propenso ai vizi che alle virtù. Jamie ha sopperito il vuoto affettivo con mille altre fisse, dedicandosi alle sue collezioni di “cianfrusaglie”, a una vita monotona e priva di sorprese. La peculiarità che più la caratterizza è sicuramente l’aver paura di quasi tutto: sconosciuti, delfini, friggitrici, moto… Logan Walsh ha 32 anni ed è un ex Marines appena rientrato a Boston. All’età di 8 anni è stato adottato da Jeff e Nora, già genitori biologici di Clara. Dedito più alle donne e alle armi, Logan porta con sè il non saper esprimere le proprie emozioni. La partenza di David, coinquilino di Jamie, cugino di Logan e cupido per volontà, porta Jamie e Logan alla convivenza. Jamie scopre un lato profondo di Logan e lui, il suo caratterino tutto pepe. Nel racconto si intrecciano più argomenti: la famiglia biologica di Logan, i suoi traumi della guerra e lo scontro con l’amico e commilitone Alexander Ford, il cambiamento che spesso si fa per amore, i rapporti non sempre facili con genitori difficili, il riscatto da una vita di sacrifici e rinunce, il tutto condito da una sottile ironia, qualche follia e coincidenza divina. NAP, acronimo di Non avere paura, diverrà il leitmotiv della loro storia d’amore, familiare e affettiva, un motto che spinge al coraggio delle proprie scelte.

Link d'acquisto: NAP- non avere paura (PAV edizioni)


venerdì 17 giugno 2022

Cinque curiosità da sapere sui poemi epici e sul mito greco

Sono molte, ai giorni nostri, le testimonianze che ci hanno permesso di ricostruire il mondo eterno degli antichi greci, la loro arte e la loro architettura, la loro religione, le loro tradizioni, il loro tratto culturale e la loro linea di pensiero. Tra le molte risorse che si sono miracolosamente conservate fino ad oggi, sono state poet riportate alla luce le parole dei grandi e storici, che ci hanno permesso di tornare indietro di molti anni e scoprire usanze differenziate a seconda delle regioni della Grecia e delle colonie fondate , e allo stesso tempo sono stati resi noti i nomi di eroi, le quali personalità oscillano tra mitologia e realtà e che hanno ispirato molti autori contemporanei nello scrivere innumerevoli storie e romanzi per conservarne la memoria.È il caso di Madeline Miller, balzata al successo grazie a La canzone di Achille e Circe , oppure di Natalie Haynes con la pubblicazione di Il canto di Calliope , e anche di Hannah Lynn con Il segreto di Medusa e La vendetta degli Dei . Solo per citarne alcuni. Ma a quali fonti hanno fatto ricorso per scrivere dei libri così storicamente accurati? Cosa mantiene il legame con la Grecia antica? Proprio per rispondere a questi quesiti oggi vedremo ben cinque curiosità sull'epica e sul mito.

L'arte di cantare


La parola mito deriva dal greco Mýtos, che significa “discorso”. Allo stesso modo, anche la parola epica deriva da Épos, che significa “parola”. Prima dell'VIII secolo aC infatti l'epica non fu mai tramandata per iscritto, anzi le gesta degli eroi ed i racconti tradizionali venivano cantati, ovvero recitati in pubblico da una persona di grande cultura e autorità, ovvero l'aedo (dal verbo greco aédein=cantare). L'aedo doveva però avere una certa memoria nel sapere utilizzare tutti gli epiteti e togliere le parti (proprio per questo poteva essere chiamato anche rapsodo). L'aedo inoltre invoca la protezione di una musa prima di iniziare a cantare.I poemi possono essere recitati in pubblico oppure alle feste più ricchi, ma non possono essere privati ​​​​​​né ricchi donne, né bambini.

La stratificazione culturale


I poemi epici non si sono mantenuti invariati per secoli e secoli, anzi ci sono stati addirittura dei cambiamenti all'interno delle storie. Ad esempio l'Iliade viene inquadrata nel periodo di dominazione micenea (1600 – 1100 aC circa), ma le innovazioni tecnologiche che vi vengono narrate si collegano al periodo successivo, ovvero ai dori. Questo processo si chiama stratificazione culturale, ed è dovuto al fatto che l'epica si è tramandata da generazione in generazione, e quindi anche tra gli aedi fino ad arrivare a cambiare alcuni dettagli all'interno dei poemi.

 

La metrica e l'esametro


 L'aedo doveva recitare la poesia epica non come veniva letta o scritta, non rispettando gli accenti del linguaggio parlato, ma in metrica. Ciò significa che il canto assume un suo ritmo lento, pausato e solenne. Ciascun verso si misura in esametri (ex=sei; métron=misura), ciò significa che in ogni verso ci sono sei unità metriche chiamate piedi e ad ogni tre piedi si conta una pausa.

 

La civiltà della vergogna

 

La società greca è molto collettiva, qiondi le azioni di un suo membro si ripercuotono su tutti, difatti il ​​​​peccato più grave che si possa commettere è la superbia (nell'Iliade è rappresentato da Agamennone) ei tre pilastri che reggono la società sono la gloria (Cléos), l'onore (timé) e la vergogna (aidòs) che ricopre anche il significato di pudore. Avere vergogna o pudore, pertanto, vuol dire sapere rispettare il proprio posto in società.

 

La bellezza esteriore è lo specchio della bellezza interiore


La bellezza esteriore riflette quella interiore: Secondo i poemi epici, gli eroi più belli sono anche i più buoni; è il caso di Achille che è il guerriero bello e buono per eccellenza. I greci la definivano Kalokagathìa, bellezza e bontà, derivata dalla catacresi/unione di kalòs (bello) e agathòs (buono). Al contrario la bruttezza esteriore riflette quella interiore, proprio come nel caso di Tersite.