venerdì 20 giugno 2025

[Recensione] "Un pappagallo in pegno" di Bettina Battistella

 

Siete mai stati a Venezia? Se non avete mai avuto modo di visitarla questo è il libro che fa per voi. Un giallo intrigante e affascinante è quello che Bettina Battistella ambienta nel capoluogo veneto, portandoci tra le calli, i ponti, lungo le procuratie e facendoci rivivere attraverso le vicende dei protagonisti l’atmosfera vintage del secondo dopoguerra.
A farla da padroni sono i fratelli Vito e Umberto Bonfiglio, titolari dell’omonima agenzia investigativa, e della loro famiglia.
I fratelli, di cui uno è un apprezzato musicista del caffè Quadri, si trovano a dover risolvere alcuni casi solo apparentemente slegati tra loro. 
La scomparsa di due anelli preziosi da parte di una smemorata anziana accompagnata dalla sua badante, un gioielliere minacciato, due fratelli che svendono tutti i loro averi all’improvviso, un figlio di papà dedito al gioco d’azzardo e alla donne e un uomo, di non specchiato valore, che all’interno di un magazzino maleodorante svolge traffici illeciti, affidandosi a un cane, Gringo, reso aggressivo a causa delle condizioni in cui è costretto a vivere.
I fratelli Bonfiglio, dotati di intuito, ma anche di fascino, seguono casi e piste diverse, ma scopriranno che una città, per quanto grande sia, sarà più piccola del previsto e che tra i vari casi esiste un filo conduttore unico.
E il pappagallo? Mi chiedereste voi. Il povero Loreto sembra capitare lì per caso e invece, se solo avessero prestato più attenzione a ciò che diceva, si sarebbero accorti che tra espressioni poco eleganti e versi, proprio lui era depositario di un segreto capace di risolvere l’intricata vicenda seguita dai Bonfiglio.
Con un linguaggio leggero, a tratti ironico, con l’inserimento di frasi in dialetto che ho apprezzato molto, che di certo rendono ancora più vera e credibile l’ambientazione, Bettina Battistella ha saputo confezionare un giallo all’italiana in un Venezia descritta molto bene e con la passione di chi la ama. 

Recensione a cura di Silvia.



mercoledì 18 giugno 2025

[Recensione] "La cura per me" di Alice Buzzella.

 


“ «C’è qualcosa che voglio chiederti. Come mai hai deciso di diventare insegnante, soprattutto in ospedale?» Lo guardo negli occhi, sentendo una leggera emozione e il bisogno di raccontargli cosa mi ha spinta a scegliere questo percorso.”

In questo romanzo, Alice Buzzella mostra tutta la sua sensibilità con una penna delicata e una storia che arriva dritta al cuore.

“La cura per me” è un romanzo diverso dagli altri perché racconta una realtà difficile, quella della lunga degenza ospedaliera di piccoli pazienti.

La protagonista, Claudia, sa leggere nei cuori dei piccoli, capisce il loro stato d’animo, perché da piccola ha vissuto un’esperienza simile alla loro che l’ha segnata. Eppure, in quel difficile momento, c’era una persona che per lei rappresentava una boccata di aria fresca, un respiro: la sua insegnante in ospedale, una maestra che permetteva a lei e agli altri bambini ricoverati di non perdere il contatto con la realtà esterna.

“ […] anche in ospedale, nonostante la malattia, la conoscenza può essere fonte di speranza.”

Claudia decide per questo di diventare un’insegnante ospedaliera, ne fa una missione, si spende per un progetto che possa regalare un sogno ai piccoli pazienti.

I grandi progetti però non si realizzano da soli, ma con un lavoro di squadra. 

L’altra metà della squadra è Luca, un medico che si adopera molto per i piccoli e coltiva lo stesso sogno di Claudia. Circondati dall’amore dei bambini, lottano insieme a loro e per loro e purtroppo piangono con loro. L’autrice non trascura di ricordare che l’ambiente ospedaliero è soprattutto un luogo di dolore e sofferenza. E, purtroppo, qualche volta anche di dolorose perdite che dilaniano l’anima e graffiano il cuore.

Nel dolore può sempre nascere l’amore, come quello che pian piano si affaccerà tra le pagine tra Luca e Claudia. Un amore che conoscerà tante difficoltà, come la vita dei bambini che hanno a cuore, un sentimento che per crescere ha bisogno di sincerità e di avere il futuro sgombro da ombre e segreti.

Complimenti all’autrice che ha saputo confezionare una storia delicata, intensa, toccante, emozionante e vera.

Recensione a cura di Silvia.



sabato 14 giugno 2025

[Recensione] “Miss Bee e il cadavere in biblioteca” di Alessia Gazzola


"Non voglio nemmeno che mia figlia diventi il pet, l'animale di compagnia di una gentildonna inglese. Non sei un cane di una qualche razza ridicola. Sei una persona e voglio che tu sia una persona libera."

 Miss Bee è la brillante protagonista creata da Alessia Gazzola per la serie di romanzi gialli che porta il suo nome.

La storia è ambientata a Londra nel 1924. In questo primo avvincente volume viene presentata come la figlia di un professore di italianistica, Leonida, trasferitosi da Firenze a Londra, città cosmopolita e dinamica. Beatrice, detta Bee, seconda di due figlie, è una ragazza arguta e curiosa con una strana passione: quella di creare paralumi. Ciononostante, Leonida vorrebbe procurarle un lavoro nell’ambasciata italiana in Inghilterra, grazie all’amicizia con l’ambasciatore Gianandrea. Un giorno Beatrice riceve un invito a cena dalla signora Minerva Ashbury, sua vicina di casa. Quella sera sono presenti ospiti in vista di tutta la città, a partire da Christopher (detto Kit) per cui Beatrice ha una simpatia, Julian Lennox, undicesimo visconte di Warthmore e il signor Carter Lacy, proprietario di una miniera in India, con la sua famiglia.

Durante quella cena, tra un pettegolezzo e l’altro, si verifica però un fatto increscioso: Carter Lacy viene trovato morto nella biblioteca di casa Ashbury. Beatrice, che al momento si trovava casualmente nel luogo del delitto, aveva visto Julian Lennox uscire dalla stanza poco tempo prima. Non appena la padrona di casa viene a sapere dell’accaduto, l’ispettore Blackburn viene chiamato a investigare sul caso. I primi sospetti ricadono su Kit e Julian, che avevano preso accordi con Carter Lacy per investire nelle miniere.

Mentre Blackburn svolge le sue indagini con freddezza e attenzione maniacale, Beatrice decide di condurre personalmente una ricerca. Sarà proprio Bee a scoprire le verità più importanti e a mettere insieme tutti i pezzi di un puzzle che, inizialmente, sembrano non combaciare.

Ciò che mi ha affascinata di questo libro è, in primo luogo, la collocazione nello spazio e nel tempo: come ho detto prima, ci troviamo a Londra nei primi anni ’20. È un’ambientazione piuttosto insolita che ho apprezzato molto. Ci troviamo in un era in cui la Belle époque è ormai un sogno lontano, l’Europa si sta destando dall’incubo del Primo Conflitto Mondiale e in alcuni Paesi iniziano a soffiare i venti dei totalitarismi. Il Regno Unito è invece una monarchia costituzionale più indipendente dal resto del continente europeo. Londra diventa quindi per Leonida un rifugio per fuggire dal regime dittatoriale che si sta instaurando in Italia e per sottrarre le figlie da un regime sempre più oppressivo.

Il contesto storico è infatti molto ben approfondito. Ogni particolare richiama all’attenzione del lettore. Durante la lettura sembra quasi di vivere dentro la storia e di seguire Miss Bee in ogni tappa della sua indagine.

Inoltre voglio sottolineare che in questa storia agiscono molti personaggi, ognuno dei quali viene descritto e caratterizzato molto bene. Non è sempre facile gestire così tante anime in un libro, ma in questo caso non posso fare a meno di sottolineare la bravura e la padronanza dell’autrice. È come se conoscesse ognuno di loro e fosse anche lei un personaggio attivo.

La protagonista, Bee, è davvero adorabile: intelligente, discreta e brillante. Sono tutte qualità che la rendono interessante e allo stesso tempo piacevole. 

Voglio sottolineare, infine, che lo stile dell’autrice è tanto lineare quanto avvincente. Intendo dire che la storia, prestando attenzione, diviene abbastanza facile da seguire e non mancano colpi di scena inaspettati!

Recensione a cura di Serena.

⭐⭐⭐⭐.5

 


venerdì 6 giugno 2025

[Recensione] "Love Shall Not: Farfalle" di Manlio Castagna e Marco Magnone.

 


"Anche se gli amanti si perdono, non si perderà l'amore"


“Love Shall Not” è un interessante photographic novel di Manlio Castagna e Marco Magnone, presentato lo scorso maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il libro si presenta a metà tra un graphic novel e un fotoromanzo, i cui protagonisti sono Sofia Bulgarelli e Andrea Arru. Il libro esplora, tramite una serie di foto, i sentimenti tra Vins e India. India è agli esordi di una carriera da deejay, mentre Vincs è un ragazzo piuttosto introverso e solitario con problemi in famiglia. Di una cosa, però, è certo: per India ha sempre provato qualcosa, un affetto profondo che non è mai riuscito a confessare. La stessa cosa si potrebbe dire di India, se non fosse fidanzata con Vittorio.

Quando, durante una festa, i due vengono invitati a prendere parte a un progetto fotografico denominato “Love Shall Not”, si troveranno in un momento fondamentale della loro storia: scegliere, o meno, se liberare le loro “farfalle” e lasciarsi andare al legame che da sempre li lega, ovvero di far diventare quel legame un vero e proprio amore.

Mi viene difficile descrivere a parole questo libro. La sensazione durante la lettura, già a partire da una semplice sfogliata, è semplicemente travolgente. È come entrare un film, guardarne ed esaminarne ogni fotogramma.

Credo che l’originalità di questo progetto stia proprio nella sua forma: come ben sappiamo, il fotoromanzo è un genere letterario che esiste già da un po’ di tempo e credo che Love Shall Not sia un ottimo modo per rilanciarlo nelle nuove generazioni. Inoltre credo che sia anche una forma di comunicazione molto importante per capire come, a volte, il silenzio sia più importante di mille parole. Essendo un libro diverso dal solito (in cui le pagine non sono piene di parole da cima a fondo) e una forma di comunicazione non verbale, la storia si snoda attraverso dei fotogrammi, in cui è possibile conoscere le mosse e i sentimenti dei protagonisti dalle loro espressioni facciali e dai loro gesti: è una comunicazione silenziosa in cui per capire è necessario osservare.

Per questo motivo credo che sia un’opera di cui si sentiva la necessità. Spero di vederne altri dello stesso genere. Davvero una bella scoperta!

Credo, inoltre che sia necessario fare una menzione di merito alla grafica, un capolavoro di foto e illustrazioni che si intervallano molto armoniosamente.

Ho avuto anche il piacere immenso di presenziare alla presentazione del libro, a cui sono stati presenti gli autori con Andrea Arru e Sofia Nicolini, anche lei presente nel fotoromanzo. 



venerdì 30 maggio 2025

[Recensione] "L' Anello di Saturno (Volume ultimo)" di Flavio Parenti.

 


"Come un delicato sistema dinamico, un equilibrio perfetto di forze ed energie, ci siamo intrecciati e sostenuti a vicenda. L'amore è come la gravità, sempre presente, inarrestabile."

Con questo volume si conclude la meravigliosa saga di Flavio Parenti, L’Anello di Saturno. Devo ammettere che è una delle saghe più belle che abbia letto negli ultimi tempi per due motivi: innanzitutto per la sua storia del tutto fuori dal comune, che si snoda attraverso l’eterna lotta tra Destino e Amore, e anche per il modo in cui si evolve.

Questo volume, però, è il più struggente, quello che fa battere più il cuore, che più fa commuovere. Luca infatti è riuscito a tornare indietro nel tempo grazie all’Anello di Saturno per evitare quel fatidico incidente che gli sarebbe costato il coma. Nella sua “nuova vita” ha ritrovato l’amore della dolce Anna, allora sedicenne, si è diplomato e ha perseguito gli studi presso il Politecnico di Milano, dove si è trasferito con Anna. Nonostante i due abbiano deciso di mantenere la loro relazione, questo gesto è costato a loro alcuni sacrifici.

La loro storia sarà sicuramente più tranquilla e appassionata, anche se dal “passato” affioreranno alcuni fantasmi che turberanno la loro quiete. Luca, a causa dei suoi trascorsi, ne può conoscere solo alcuni, gli altri dovrà imparare a gestirli con Anna.

Il libro ripercorre, attraverso l’immancabile voce del Destino, la nuova vita di Luca e Anna. Una vita diversa dalla precedente, che era conflittuale e complicata a causa della presenza sconvolgente dell’Amore. In questo libro il Crudele Destino si è del tutto addolcito e arreso al suo avversario, così da consentire a Luca di riappropriarsi della sua vita e di uscire da uno stato di ossessione, precedentemente incontrato nei libri precedenti.

Complessivamente abbiamo anche un’evoluzione molto interessante del suo protagonista. Dal ragazzo tenero e insicuro del primo libro, all’uomo speranzoso di trovare l’amore perduto ingiustamente del secondo. Da un’ossessione perenne e un desiderio sfrenato di trovare l’anello all’uomo che sopraggiunge null’ultimo libro. In questo volume, infatti, Luca è un marito fedele e diventa, successivamente, padre di una bambina che ama molto.

Attraverso il suo percorso si possono sentire le sue stesse emozioni, il lettore diventa quindi partecipe dei suoi stati d’animo.

L’ultimo libro dell’Anello di Saturno è un trionfo d’Amore (secondo me, il vincitore di questa lotta), della forza d’animo e delle seconde chances. Il Destino diventa un umile osservatore, che anzi si limita ad aiutare e seguire Luca e Anna nella loro storia. Le due entità sembrano essersi riconciliate in pace.

 Una saga davvero indimenticabile: appassionante, struggente ed emozionante.



lunedì 26 maggio 2025

[Recensione] "La musica del cuore" di Cinzia Mascelli

 


Il secondo romanzo di Cinzia Mascelli, pubblicato con la casa editrice PAV Edizioni, è un viaggio che riporta il lettore nella Vienna di fine Ottocento.

Chi compie il viaggio è una giovanissima ragazza di nome Etrin, orfana di entrambi i genitori, cresciuta sola e con pochi mezzi, senza alcuna ricchezza, salvo la sua bellezza e l’eleganza nel portamento e un dono di natura che le consente di riprodurre al pianoforte qualunque melodia lei ascolti. Etrin è infatti dotata del dono dell’orecchio assoluto ed è proprio per questa sua specificità che potrà andare a Vienna, ospite del palazzo della marchesa Lustran, a insegnare a una classe di bambini dell’alta società. In cambio avrà vitto e alloggio e potrà perfezionare la sua tecnica grazie alle lezioni di un anziano maestro e di un giovane molto dotato, anch’egli ospite della Lustran.

Lui è Themor, che da subito si presenta come un personaggio enigmatico, dal carattere controverso, molto chiuso in se stesso, con un passato tutto da scoprire durante la lettura.

Cinzia Mascelli porta il lettore dentro i lussuosi palazzi viennesi, dove si intrecciano relazioni, accordi, ma anche dove si tessono inganni e maturano invidie e subdoli piani.

La nostra Etrin cerca di destreggiarsi e di resistere alle cattiverie, ai giudizi e ai pregiudizi in nome del suo sogno: quello di diventare una pianista di fama.

La vita non è facile e tra intrighi, finti adulatori e veri amici, Etrin verrà a conoscenza di qualcosa che riguarda il suo passato e potrebbe cambiarle la vita.

La parte più interessante di questo romance storico sono le melodie che si ha l’impressione di avvertire durante la letture, pezzi di grandi pianisti compositori, opere riprodotte da Etrin o Themor e descritte dall’autrice con grande maestria e passione, tanto da sembrare reali e tangibili.

Così, se il lettore chiude gli occhi, gli sembrerà di ascoltare un pezzo di Chopin!

Il tutto è arricchito da una narrazione scorrevole, a tratti elegante, con un sapiente uso delle figure retoriche.

Un plauso particolare alla copertina e ai disegni all’interno del libro realizzati dalla stessa Mascelli.

Lettura consigliata agli amanti del genere.

Recensione a cura di Silvia.


venerdì 9 maggio 2025

[Recensione] "L'incredibile viaggio della novantenne salvata dai pinguini" di Hazel Prior

 

L’incredibile viaggio della novantenne salvata dai pinguini è un romanzo profondo e sorprendente.
La signora Veronica  McCreedy è un’ ultraottantenne benestante che vive nella propria villa a Ballahays nell’Ayrshire in Scozia, aiutata nelle faccende domestiche dalla fidata Eileen che durante le pulizie dimentica le porte aperte con estremo rammarico della padrona di casa. Le passioni della signora sono il te Darjeeling e il programma televisivo “Salviamo il pianeta”. Nelle sue passeggiate in riva al mare Veronica si occupa di raccogliere con un bastone i rifiuti che gli altri lasciano. Tuttavia questa signora custodisce gelosamente due segreti racchiusi rispettivamente nel medaglione che porta al collo e in una cassetta di legno chiusa con un lucchetto a combinazione. Un giorno scopre che il suo programma preferito non verrà più trasmesso perché la stagione è finita e al suo posto ne viene trasmesso un altro intitolato “I guai dei pinguini” presentato da Robert Saddlebow che cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della natura e sul pericolo di estinzione di alcune specie di pinguini.

Veronica è anziana ed è combattuta, da un lato vorrebbe fare qualcosa di concreto per aiutare i pinguini, dall’altro vorrebbe trovare un parente che si prenda cura di lei, una persona al quale lasciare la propria eredità. Attiva delle ricerche e riesce a scoprire che a Bolton vive il suo unico parente: un nipote. Gli scrive una lettera e lo va a trovare, ma davanti si trova un giovanotto sporco e malandato e  sente nell’aria una puzza che le sembra di sostanze stupefacenti.  La signora, profondamente delusa torna in fretta in casa sua e decide che visto che il suo unico parente è questo, lascerà tutto in beneficenza a una associazione che si occupa dello studio e della tutela dei pinguini. Fa scrivere una e-mail da Eileen ad alcuni scienziati che operano su Locket Island in Antartide e dice loro che vuole lasciare loro il suo patrimonio, ma prima vuole vedere come operano. Nonostante tutti i tentativi di dissuasione da parte degli studiosi che da un lato le spiegano le condizioni proibitive di vita sull’isola e dall’altro non vogliono assumersi la responsabilità della salute di una signora anziana, l’agguerrita Veronica fa preparare i bagagli dalla fida domestica, fa comprare i biglietti e parte per l’altro capo del mondo. 

I tre studiosi dei pinguini di Adelia si ritrovano loro malgrado la signora tra di loro e dovranno badare a lei per 3 settimane, prima del ritorno della nave dei rifornimenti. Gli scienziati sono due uomini, Dietrich e Mike, e una donna, Terry, autrice del blog “I pinguini di Terry”, con il quale cerca di sensibilizzare il pubblico sulla salvaguardia dei pinguini di Adelia, che prende a cuore la nuova arrivata e che pian piano riuscirà ad entrare nelle sue grazie e conoscere la storia nascosta nel cuore della vita dell’anziana ospite. 
Prima di partire per l’emisfero australe, Veronica inaspettatamente dà disposizioni affinché a suo nipote Patrick venga consegnata la cassetta di legno e la combinazione per aprire il lucchetto. Da questo momento la storia si divide tra passato e presente: Patrick, pentito dello stato in cui si è fatto trovare la prima volta dalla sua unica parente e da un pessimo tentativo di riparare al precedente errore, inizia la lettura del diario sulla storia della vita della nonna contenuto all’interno della cassetta, e Veronica in Antartide da un lato si occupa dei pinguini, e dall’altro si confida con Terry raccontandole a sua volta la storia della sua vita.

Esce fuori una storia segnata dalla Seconda Guerra Mondiale, che tra le tante vittime si prese anche i genitori di una Veronica adolescente, lasciandola sola al mondo. La storia raccontata dal diario è struggente e probabilmente la parte più bella del romanzo per cui è bene che il lettore la scopra da solo.
Patrick si rivelerà molto meglio di come è uscito al primo incontro; Veronica dimostrerà di essere molto di più che una banale anziana signora, la storia si rivelerà memorabile, ben scritta e coinvolgente. A chi andrà il patrimonio della signora McCreedy? Cosa succederà durante il suo soggiorno in Antartide?
Un messaggio attuale che sensibilizza il lettore verso il rispetto della natura da un lato e verso l’importanza dell’amore dall’altro: amore per i propri genitori, amore per l’anima gemella, amore per i pinguini, amore per il proprio unico parente, davvero un romanzo ben scritto da parte di Hazel Prior.
Invito tutti a leggerlo, 5 stelle meritatissime.